Schio

Eccidio, saluto romano durante la commemorazione: in 17 vanno a processo

Il saluto romano durante la manifestazione del 7 luglio 2019
Il saluto romano durante la manifestazione del 7 luglio 2019

Il saluto romano li spedisce a processo. La procura ha chiesto il rinvio a giudizio per 17 appartenenti all’estrema destra, vicentina e non, che nel luglio dello scorso anno commemorarono a Schio l’eccidio del 1945 alzando il braccio destro. Avrebbero così violato, contesta il magistrato, la legge Scelba del 1952, quella nota come “apologia del fascismo”.

Inizialmente la Digos li aveva denunciati per la violazione di una norma del 1993 («chiunque, in pubbliche riunioni compia manifestazioni esteriori od ostenti emblemi o simboli propri o usuali delle organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi» che inneggiano alla discriminazione razziale), che prevede pene più elevate: è la cosiddetta legge Mancino.

I 17 imputati ora dovranno difendersi, spiegando le ragioni di un comportamento evidenziato dai filmati e dalle fotografie scattate in un luogo pubblico anche da passanti e cittadini di Schio. 

 

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