Schio

Dalla "città della lana" al ghiacciaio più alto dell'Austria in motorino. Un'impresa... di sola andata

Gianni Codiferro in vetta (Foto TOGNAZZI)
Gianni Codiferro in vetta (Foto TOGNAZZI)
Gianni Codiferro in vetta (Foto TOGNAZZI)
Gianni Codiferro in vetta (Foto TOGNAZZI)

Dalla "città della lana" al ghiacciaio più alto dell'Austria, il Grossglockner, o perlomeno fino a dove arriva la strada. Gianni Codiferro, quando parte, lo fa seriamente. Ormai conosciuto per i suoi viaggi a bordo delle due ruote storiche, il socio fondatore dell'Historic Club scledense, giovedì 21 luglio, alle 3.45 del mattino a bordo di un Motom 48 D del 1962, ha spuntato dalla sua lista un'altra avventura impossibile... o quasi.
In solitaria e senza assistenza a bordo di ciclomotori vintage, è salito fino a 2504 metri sopra il livello del mare, in poco meno di dieci ore. «A luglio dello scorso anno - ricorda Gianni Codiferro - con un Piaggio Ciao del 1992 ho compiuto il tour di 49 passi alpini in quattro giorni. Anche quest'anno, con l'intento di diffondere il progetto della missionaria Nadia De Munari, uccisa il 24 aprile del 2021 a Nuevo Chimbote in Perù, e di promuovere le attività con motocicli d'epoca, con l'appoggio dell'Historic Club scledense, mi sono avventurato nuovamente in una missione, se non impossibile, almeno alquanto coraggiosa».
Partito di buon'ora, alle 5.20 Gianni aveva già fulminato due lampadine anteriori del mezzo, ma l'alba gli ha comunque permesso di proseguire; alle 8.30, ad una velocità media di 70 chilometri orari, il primo rifornimento di carburante, poco dopo Belluno. Alle 10 il lago di Misurina era superato e a mezzogiorno anche il confine austriaco. Alle 14.30 il traguardo del GrossGlockner era conquistato. Partito con il sole cocente di un luglio italiano anomalo, il valico porta però pioggia, nebbia e rapide salite. Ma se l'andata è filata via liscia, il ritorno ha dato del filo da torcere a Codiferro. All'alba del venerdì, infatti, dopo una breve revisione al "bolide", la ripartenza con altri due litri di benzina per tornare verso casa, i primi segni di cedimento dello storico mezzo non si sono fatti attendere. «Tante ore di guida ininterrotte - ammette Codiferro - mi hanno portato a fare alcune soste per serrare i bulloni ed il carburatore dalle troppe vibrazioni».
Ma per un motorino di 60 anni sono la "fisioterapia" minimale. «Dopo pochi chilometri ho forato una gomma - continua - ero sperso in mezzo al nulla, e di venerdì pomeriggio, in Austria nessuno lavora. Una provvidenziale officina mi ha accolto, accettando di custodire il motociclo fino all'indomani per poi procedere alla riparazione». La mattina successiva, riparato il pneumatico, Gianni riparte, ma il viaggio dura poco, perché la stessa ruota torna a terra. Ormai è sabato pomeriggio e Gianni è costretto ad alzare bandiera bianca: con il cerchione e i raggi che fanno i dispetti all'incolpevole pneumatico, è costretto a concludere l'avventura, ma il GrossGlockner è stato scalato, quindi la missione è stata comunque un successo.
Un viaggio di sola andata, ma Codiferro sta già programmando una nuova avventura per il prossimo anno. La meta però resta un mistero. «Come scriveva Miguel Cervantes nel Don Chisciotte: «La fortuna ordina, la ragione domanda e soprattutto la volontà desidera» conclude.

Rubina Tognazzi