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14.03.2014

Crac Raumer,
in 12 a processo

Il giudice Gerace legge una sentenza  di un procedimento. ARCHIVIO
Il giudice Gerace legge una sentenza di un procedimento. ARCHIVIO

Tutto o quasi secondo la linea tracciata dal pm Luigi Salvadori in aula il 5 dicembre. Per il crac da 42 milioni di euro dell'azienda tessile Raumer di Valli, il giudice Massimo Gerace firma ordinanze e sentenze che concludono un'udienza preliminare fiume durata un anno.
Sono stati ratificati i patteggiamenti (con liquidazione delle spese alla parte civile) a 2 anni di reclusione ciascuno chiesti dai commercialisti del collegio sindacale Roberto Fontana, 61 anni, di Santorso e Antonio Brodesco, 69, di Malo (avv. Andrea Balbo) e a 20 mesi del revisore contabile Armando Sartori, 72, di Schio (avv. Silvia De Biasi). È sceso a patti anche il direttore generale Giovanni Pietrobelli, 60, di Schio (avv. Fabio Pinelli) - per lui 22 mesi di reclusione -, mentre sono stati assolti perché estranei alla presunta bancarotta fraudolenta gli avvocati Francesco Casa, 46, di Schio (avv. Alberto Berardi e Fabio Sebastiano) e Carlo Pacciani, 57, di Torino (avv. Paolo Pacciani), professionisti rispettivamente della Raumer e della Miroglio subentrata nella gestione di un ramo d'azienda. «Finalmente è certificata l'estraneità dell'avv. Casa - dice il suo difensore Sebastiano - Dopo sei anni viene finalmente riconosciuta e dichiarata l'incontestabile serietà e scrupolo del collega».
Assolto anche il revisore dei conti Lorenzo Bordin, 43 anni, di Vicenza (avv. Francesco Barilà), mentre il pm Salvadori aveva chiesto la condanna a 18 mesi. Anzi, il commissario straordinario (parte civile per chiedere danni per 43 milioni) dovrà rifondergli metà delle spese processuali. Inoltre, escono di scena a testa alta col proscioglimento anche il manager Giovanni Bogotto, 66, di Schio (avv. Lucio Zarantonello e Anna Zanini), amministratore unico di Iris spa e responsabile tecnico degli impianti, che spiegava di non avere nulla a che fare con l'amministrazione, e il consigliere d'amministrazione di Raumer Amedeo Franchella, 89, di Thiene.
Invece, per gli altri 12 imputati (a fianco si legge l'elenco), il gup ha disposto il giudizio. In cima alla lista c'è il fondatore Pino Raumer, l'ex compagna Giovanna Orioles, i figli Andrea e Gabriele. A processo anche il thienese Pierluigi Dalla Rovere, che si sarebbe fatto versare 572 mila euro da Pino Raumer, che cercava finanziatori per salvare l'azienda e che si era rivolto a lui. A processo anche Edoardo Miroglio, amministratore fino al 2006 del colosso cuneese da oltre 1 miliardo di fatturato. «Le accuse contro di lui sono infondate», ripete l'avv. Roberto Ponzio. Mentre per il pm, ma la tesi dovrà essere convalidata dalle prove, c'è stato un accordo fra Raumer e i vertici di Miroglio per una spoliazione dall'azienda berica a vantaggio del secondo, col trasferimento dell'apparato produttivo in Bulgaria. Da ricordare che quando la procura inviò gli avvisi di conclusione delle indagini nel 2009 gli imputati erano 42.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ivano Tolettini e Diego Neri
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