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19.07.2019

Corsa benefica
con numeri
da record

La partenza della corsa benefica
La partenza della corsa benefica

SCHIO. Atleti solidali raccolgono fondi per la Città della Speranza con l'Anguriara Ran. Sono stati 185 i runners presenti alla gara di corsa che si è svolta nel quartiere di Giavenale il cui ricavato, 1.849,90 euro, è stato interamente devoluto alla Fondazione Città della Speranza per aiutare la ricerca pediatrica a far ritrovare il sorriso ai bambini e ragazzi che stanno affrontando la malattia. L’iniziativa rientra nel progetto “Facciamoci in 4” che, assieme alla Stragiaxà Race di Thiene, alla RAR (RunAroundRio) di Schio e all’Alberto Race di Dueville, si pone l’obiettivo di contribuire a sostenere il dottorato di ricerca della dott.ssa Concetta De Filippis tramite la Fondazione Città della Speranza. «La serata ha visto una partecipazione oltre le aspettative. Ne è emersa un’unità d’intenti che consente di dare ancora più slancio al nostro progetto e far sperare molti bambini: per far progredire la ricerca c’è bisogno dell’aiuto di tutti. Il nostro ringraziamento va non solo ai partecipanti, ma anche a quanti hanno contribuito all’organizzazione, a partire dai ragazzi dell’Anguriara che hanno fatto una sostanziosa donazione» affermano Vinicio Trulla e Paolo Guglielmi, rispettivamente vicepresidente e consigliere di Città della Speranza. La quarta tappa di “Facciamoci in 4” si terrà venerdì 6 settembre a Dueville con l’Alberto Race. Il progetto, partito lo scorso dicembre, permetterà alla dott.ssa De Filippis, al primo anno di dottorato nel Laboratorio di Diagnosi e Terapia delle Malattie Lisosomiali dell’Istituto di Ricerca Pediatrica Città della Speranza a Padova, di studiare un particolare sottogruppo di malattie genetiche rare: le Mucopolisaccaridosi. Queste ultime sono caratterizzate dall’accumulo patologico di alcuni zuccheri complessi che causa una progressiva degenerazione di tutti gli organi e, nei casi più gravi, anche del cervello. Lo scopo è di comprenderne la patogenesi neurologica e valutare nuove strategie terapeutiche.

Sara Panizzon
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