Schio

Colpito da malore
muore a 51 anni
davanti al figlio

Giancarlo Smaniotto, 51 anni, stroncato da un malore davanti al figlio di 17 anni. E.CU.
Giancarlo Smaniotto, 51 anni, stroncato da un malore davanti al figlio di 17 anni. E.CU.

«È ingiusto, perché deve capitare questo a un uomo buono e sempre disponibile come lui?» è un dolore ancora incredulo quello della famiglia e degli amici di Giancarlo Smaniotto, ingegnere, presidente del comitato genitori del liceo Tron e fondatore dell’associazione genitori cittadina, stroncato da un malore a 51 anni mentre rientrava in casa al ritorno da un viaggio di lavoro. Ha fatto in tempo a salutare il figlio di 17 anni, Nicola, e a mettere il cappotto nell’armadio prima di crollare a terra privo di sensi. Subito il giovane ha chiamato aiuto, attirando l’attenzione di una vicina che ha dato l’allarme al 118. L’ambulanza è accorsa a sirene spiegate nella palazzina di via Pasini 10, ma i Sanitari del Suem non hanno potuto fare niente per salvarlo. L’estremo saluto a Smaniotto sarà dato nella chiesa parrocchiale di Santa Croce domani alle 14.30.

Ieri mattina all’ospedale di Santorso è stata svolta l’autopsia per accertare la causa del decesso, che sembrerebbe dovuto ad un infarto fulminante. Lunedì Smaniotto aveva pranzato con il figlio e la moglie Cristina Sciascia prima di partire per un’appuntamento a Verona. Era sembrato in buona salute, come sempre. Non c’erano stati segni della tragedia che stava per travolgere lui e la sua famiglia. Il dramma ha colpito tutti come un fulmine a ciel sereno. Nato e cresciuto a Rovereto, si era trasferito a Schio con la moglie una ventina d’anni fa avviando un’attività di ingegnere in proprio. Il suo impegno nelle scuole cittadine era iniziato quando il figlio ha iniziato a frequentare l’asilo a Santa Croce. Da allora si è sempre proposto come rappresentante dei genitori, attività che ha portato avanti con entusiasmo alle elementari Don Gnocchi, alle medie Fusinato e negli ultimi anni al liceo Tron. Tre anni fa aveva fondato insieme ad altri l’AGe, l’associazione dei genitori di cui era vicepresidente.

«Non ho mai conosciuto una persona come lui - ricorda scossa dal dolore la moglie - Aveva un rispetto viscerale per il prossimo. Ci ha sempre insegnato ad aspettare prima di giudicare. L’ho sempre considerato un maestro». La vita di Smaniotto era divisa tra il lavoro che svolgeva tra schio e Padova, l’associazione e la famiglia, compresi i genitori Mario e Maria Teresa che andava a trovare regolarmente a Rovereto e i fratelli Flavia, Claudio e Bruno. Grandi passioni erano la moto e la montagna. «Non so come facesse ad incastrare tutto, ma non c’è mai stata una volta che ci abbia messo in secondo piano - continua la donna - Perché è dovuto capitare questo a lui?». Ieri amici e parenti si erano stretti intorno a lei e al figlio, che stanno affrontando con coraggio la prova più difficile. Nel loro appartamento, nonostante tutto, il tavolo era apparecchiato con biscotti e bibite per accogliere gli ospiti.

«Abbiamo perso un grande uomo - è il ricordo di Roberto Santacatterina, amico e presidente dell’AGe - Che ci ha sempre mostrato con l’esempio che il bene che si può dare si misura anche attraverso l’impegno profuso in ciò in cui si crede».

Elia Cucovaz
# Sposta il focus sul parent