Santorso

Colori e sorrisi "curano" la paziente più giovane

Animaletti e personaggi di fantasia disegnati sui calzari
Animaletti e personaggi di fantasia disegnati sui calzari

È stata uno dei pazienti più giovani, tra quelli colpiti dal Covid-19 e ricoverati all'ospedale di Santorso. Il virus, soprattutto in questa ondata, non si è diffuso solo tra i grandi anziani, ma ha coinvolto anche persone più giovani. È il caso di una ragazza di 22 anni con sindrome di Down, che è stata ricoverata all'ospedale di Santorso per una ventina di giorni. La giovane ora sta meglio ed è stata dimessa, con sollievo per i familiari e per quanti l'hanno seguita e assistita.

Proprio gli operatori della struttura ospedaliera hanno fatto a gara per far sentire il meno possibile il peso della malattia alla giovane paziente, prendendosi cura di lei non solo dal punto di vista fisico, ma anche da quello morale. Piccoli gesti quotidiani per strappare un sorriso e rendere più serena, per quanto possibile, un'esperienza difficile come quella del ricovero in un reparto Covid. La speranza è che il ricordo della permanenza in ospedale possa essere meno traumatico, per la paziente e per i suoi familiari. Dopo aver contratto il virus, ad un certo punto, per la ragazza, si è reso necessario il ricovero in ospedale. La situazione richiedeva infatti un'assistenza e una cura particolari, che solo medici e infermieri all'interno del nosocomio potevano garantire, in vista di una completa guarigione. Dopo l'ingresso della giovane nell'area Covid 2 dell'ospedale Alto Vicentino, il personale si è subito adoperato per farle pesare il meno possibile la condizione che si stava trovando a vivere; la decisione è stata quella di tentare di ridurre la distanza tra la paziente e gli operatori sanitari, una condizione spesso accentuata a causa dei dispositivi di protezione: tute, visiere, mascherine, calzari, che fanno apparire questi lavoratori come degli astronauti e contribuiscono a rendere più difficile la percezione delle emozioni, dei sorrisi, degli sguardi rassicuranti.

Così, medici e infermieri hanno iniziato a decorare i propri calzari con dei disegni, raffigurando animaletti, arcobaleni, clown, cuoricini e naturalmente un simpatico coniglietto di Pasqua. Uno dei calzari decorati è stato alla fine donato alla giovane paziente, che nel frattempo è migliorata ed è potuta tornare a casa con i propri cari. In questo modo gli operatori sanitari hanno dimostrato quanto sia importante, anche nel corso di questa difficile battaglia, la cura dello spirito, oltre a quella del corpo; l'assistenza dal punto di vista morale, oltre che da quello dei sintomi della malattia.  

Matteo Carollo