Schio

Chiuso il vajo
per il rischio
di cause legali

Il vajo dei colori rischia la chiusura perchè i responsabili della manutenzione temono di essere denunciati
Il vajo dei colori rischia la chiusura perchè i responsabili della manutenzione temono di essere denunciati

SCHIO. Il Vajo dei Colori sul Monte Carega è stato cancellato dal catasto dei sentieri: si perde così una delle vie d’accesso storiche alle Piccole dolomiti, attrezzata nel 1932 e con accesso da Campogrosso. A colpire è però la motivazione data dalla Sat di Vallarsa, la sezione del Cai tridentino che ne aveva in carico la manutenzione.

Nel canalone si registravano con sempre maggior frequenza scariche di massi - anche della dimensione di un’utilitaria, secondo alcuni testimoni - che mettevano a rischio chi si fosse avventurato lungo la via. Chi gestisce un sentiero ha anche la responsabilità penale e civile per danni causati da una non corretta manutenzione.

INCIDENTI. Pur non essendosi mai verificati incidenti, l’associazione alla fine del 2014 ha preferito cancellare il sentiero e togliere le corde fisse che facilitavano certi passaggi impegnativi. La notizia è tornata a far discurtere in questi giorni, dopo che il Cai di Schio l’ha comunicata sul suo sito. «La Sat - sostiene il presidente del Cai di Schio Umberto Dalla Costa - lo ha chiuso perché evidentemente la roccia è molto alterata e la manutenzione sarebbe troppo impegnativa. Ora  potranno salire solo alpinisti esperti a loro rischio e pericolo».

Di fatto però il sentiero resta percorribile a chiunque come qualsiasi altro. «In montagna tutto quello che si fa è a proprio rischio e pericolo - commenta l’alpinista Tarcisio Bellò, esperto di vaji - Il problema è che oggi sempre più spesso, invece di accettare che c’è sempre la possibilità di un imprevisto, si cerca un colpevole.

Stando così le cose, do ragione alla Sat. Ma è triste che sentieri storici vengano cancellati per evitare cause». Auspica comunque una soluzione». La cancellazione dei sentieri, purtroppo, è un problema diffuso.

LA FERRATA. Alcuni esempi sono la ferrata Falcipieri o delle Cinque cime sul Pasubio, chiusa dopo che la caduta di un masso era costata la vita ad un alpinista un anno fa, il Vajo stretto e il sentiero della Val Fontana d’oro. E quando interviene un’ordinanza di chiusura, difficilmente segue quella di riapertura.

«Un frequentatore - sostiene Dalla Costa - non può far causa ai responsabili della manutenzione ordinaria (come Cai e Sat). Ma se viene più volte segnalato un pericolo che richiede un intervento di manutenzione straordinaria e il Comune non se ne cura, allora il sindaco può essere chiamato a rispondere». Infatti il Vajo dei Colori era stato in precedenza chiuso con ordinanze di Vallarsa e Ala. Il succo però non cambia.

Sulle nostre montagne il Cai di Schio gestisce la manutenzione di 143 km di sentieri. «Fintantoché esisteranno pensionati abbastanza giovani il Cai probabilmente non avrà problemi a mantenere i sentieri, ma fra qualche anno la vedo molto dura - conclude Dalla Costa -. Allora saranno i Comuni  che dovranno provvedere in qualche modo alla manutenzione». Oppure “chiudere” le montagne come sul versante Trentino sembrano aver deciso.

Elia Cucovaz