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16.06.2019

Chiude fra le proteste il centro di salute mentale

La sede del Centro di salute mentale di Schio.FOTO DONOVAN CISCATO
La sede del Centro di salute mentale di Schio.FOTO DONOVAN CISCATO

Chiude il Centro di salute mentale ed è subito bufera. Il dipartimento di salute mentale Ulss 7 ha avvisato gli utenti che dal 1° luglio il servizio sarà temporaneamente trasferito al Centro di Thiene, ospitato nell’ex ospedale Boldrini, “con orario di apertura da lunedì a venerdì ore 8 - 17” e tutte le informazioni utili per i contatti, compresa guardia medica e pronto soccorso. Il servizio scledense è attivo da una trentina d’anni. Dapprima era ospitato nelle ex scuole di via Camin a Magré per poi essere trasferito nell’edificio di fronte all’allora pronto soccorso del De Lellis. Motivo della scelta? Manca personale. Ecco cosa scrive il direttore dell’unità, il dottor Tommaso Maniscalco. La decisione «è in ordine alla rilevante criticità di personale medico psichiatrico specialistico strutturato, in particolare in relazione alla programmazione delle ferie estive». Sospensione temporanea in attesa che dopo l’estate ritorni il personale medico? Il sospetto è che invece il Csm non tornerà più indietro. L’unica buona notizia per gli scledensi è che sarà possibile usufruire del Centro diurno Azimut di Schio, convenzionato, per le attività riabilitative degli utenti in carico. E intanto si scatena subito la protesta degli utenti e la faccenda finisce in aula consiliare per l’interrogazione presentata da Carlo Cunegato e Giorgio De Zen di Coalizione civica. «.Schio sta perdendo molti servizi sanitari fondamentali. Quando c’è stata la discussione sulla Rsa, non è stata scelta Schio, ma Malo. Il centro di salute mentale visita 1.500 persone all’anno, con problemi psichiatrici anche molto gravi. Visite di routine, di prima indicazione, un supporto indispensabile nel territorio per molti pazienti in gravi difficoltà sia di salute che, spesso, economiche. Da molto tempo il Csm di Schio, ma anche quello di Thiene, sono in sofferenza per l’esiguità del personale. Tuttavia non è con l’accorpamento con Thiene che le risorse possono aumentare e l’assistenza migliorare. Sarebbe l’ennesima beffa per il nostro territorio, contro la quale esprimiamo la nostra più assoluta contrarietà. Chiediamo pertanto un repentino intervento della nostra amministrazione comunale per evitare di perdere questo indispensabile servizio». Già una bella gatta da pelare sul tavolo del neoeletto sindaco Valter Orsi. Anche il genitore di un utente si lamenta: «A parte ogni considerazione sul modo brutale del provvedimento – che così come è non sarebbe adottabile neanche dalla più corsara delle imprese private nel libero mercato - esso viene giustificato dalla perdurante mancanza di personale medico, in particolare a Schio, più che nel resto della Regione e dell’Italia. Ma il problema si è scoperto oggi? O da anni? E le vaghe soluzioni prospettate sono davvero riassumere medici in pensione, utilizzare medici militari, ricorrere all’immigrazione di medici balcanici? O, come si sta facendo, ridurre i servizi per i quali i cittadini hanno versato fior di quattrini lungo tutto la loro vita lavorativa, oltre a non leggeri ticket?». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mauro Sartori
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