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22.05.2020

«Buoni spesa
al falso cieco
con la patente»

Fra i 708 nuclei famigliari scledensi che hanno beneficiato dei buoni spesa per l’emergenza coronavirus distribuiti dal Comune, ci sarebbe anche Stefano Boni. Si tratta dell’uomo sudanese di 43 anni,  residente a Schio, che è indagato dal pubblico ministero Parisi per truffa ai danni dello Stato con la moglie. I due sono stati denunciati dalla guardia di finanza di Schio che, dopo aver ricevuto una segnalazione dai colleghi, li hanno pedinati e filmati per diverse settimane, fino ad ottenere il sequestro di 87 mila euro, cioè le somme che Boni avrebbe indebitamente percepito dall’Inps negli ultimi anni.

Secondo Alex Cioni, capogruppo di PrimaSchio, nell’elenco dei beneficiari c’è un Stefano Boni, salvo un caso abbastanza difficile di omonimia. Cioni ha deciso così di presentare un esposto alla stessa tenenza della gaurdia di finanza di Schio: «Chiedo di avviare una verifica sulla corretta assegnazione dei 207 mila euro di buoni spesa - scrive Cioni nell’esposto. - L’accertamento si rende necessario alla luce di alcune segnalazioni ricevute che avvalorerebbero la presenza di incongruenze. Tra coloro che hanno ottenuto il buono spesa, evidenzio la figura di Stefano Boni, che dovrebbe essere la medesima persona comparsa nella vostra inchiesta sul falso invalido». Il consigliere comunale ha allegato all’esposto l’elenco dei benficiari, aggiornato al 27 aprile, in cui compare il nome del sudanese. 
«L’esposto – chiarisce Cioni - non è un atto d’accusa nei confronti di qualcuno ma un passaggio che mi auguro possa appurare la regolarità delle assegnazioni. Se qualcuno invece ha fatto il furbo, profittando della eccezionalità del momento, è giusto che venga scovato e sanzionato». 
I funzionari comunali hanno già spulciato con attenzione le richieste, visto che 192 hanno ricevuto risposta negativa. A questo punto dipende da cosa i richiedenti hanno dichiarato sulla loro situazione finanziaria che, per accedere ai buoni, doveva essere a reddito zero nel perioco Covid e con meno di 5 mila euro in conto. 
«Premesso che non so quali siano le disponibilità economiche attuali del mio assistito - afferma l’avv. Lara Criaco, che tutela Boni - devo però segnalare che i suoi beni sono stati congelati ancora a fine marzo, conto corrente compreso. E che proprio nel primo periodo della pandemia gli è nato un figlio, il quarto».

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