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06.02.2020

Ambulanti in fuga, il mercato piange

Ieri alle 12 piazza Statuto desolatamente svuotata dalle bancarelle.  FOTO CAROLLOMolte assenze anche in piazza Almerico Da Schio.  MA.CA.
Ieri alle 12 piazza Statuto desolatamente svuotata dalle bancarelle. FOTO CAROLLOMolte assenze anche in piazza Almerico Da Schio. MA.CA.

«Una situazione così, io, in cinquant’anni, non l’ho mai vista». Parola di ambulante. E in effetti il problema delle assenze al mercato settimanale, tra la fine dell’anno e l’inizio del 2020, si sta facendo sentire più che in passato, come confermano dal Comune. La situazione, del resto è sotto agli occhi di tutti, con buchi e spazi vuoti ben evidenti. Ieri, causa anche il forte vento, c’erano metà banchi. Uno scenario osservabile soprattutto nelle piazze Statuto e Almerico Da Schio. «C’è sempre meno gente che viene al mercato, così il valore dei posti è crollato - spiega Tiziano Sbalchiero, di Fiva Confcommercio, dalla sua bancarella di calzature in via Btg. Val Leogra -. Se, poi, si vendono le licenze ad un prezzo basso, scattano gli accertamenti dell’Agenzia delle entrate. Alla fine, quindi, molti preferiscono depositare l’autorizzazione in Comune». Un tempo, le licenze valevano oro e venivano tramandate di padre in figlio come una preziosa eredità. Ora non è più così. «Alcuni banchi hanno chiuso l’attività, ma non c’è stato il ricambio generazionale - sottolinea Davide Pasquale, rappresentante per l’Alto di Amva Confesercenti, dal suo banco di abbigliamento in piazza Statuto -. Il commercio non è più quello di un tempo, si vede anche nei negozi. Febbraio, in ogni caso, è il mese più lento per gli ambulanti, molti ne approfittano per fare riassortimenti o per restare a casa qualche giorno«. La situazione è in evoluzione, spiegano dagli uffici comunali. Per diversi ambulanti si stanno registrando assenze prolungate: nei loro confronti sono stati avviati i relativi procedimenti e se non arriveranno spiegazioni, potrà scattare la decadenza dell’autorizzazione. Qualcun altro sta facendo le pratiche per la chiusura dell’attività, anche in seguito al pensionamento. Un discorso a parte meritano i precari, che ogni mattina di mercato arrivano a Schio e, in caso di assenza di qualche banco, si vedono assegnare il posto. Se però manca lo spazio, sono costretti a rientrare a casa: forse per questo anche il loro numero è in calo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Carollo
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