Malo

Per gli Alpini niente raduno Triveneto: giallo sulla domanda mai fatta

Il gruppo di Malo, supportato dal Comune, avrebbe voluto festeggiare il centenario ospitando l’evento nel 2025.
Il raduno triveneto ospitato da Arzignano nel 2007. Malo dovrà attendere ARCHIVIO
Il raduno triveneto ospitato da Arzignano nel 2007. Malo dovrà attendere ARCHIVIO
Il raduno triveneto ospitato da Arzignano nel 2007. Malo dovrà attendere ARCHIVIO
Il raduno triveneto ospitato da Arzignano nel 2007. Malo dovrà attendere ARCHIVIO

Non c’è stata alcuna competizione con Conegliano e Gemona. Malo non avrebbe mai potuto ottenere il raduno triveneto degli alpini 2025, semplicemente perché la sua candidatura non è mai stata presentata. Almeno secondo quanto denunciato da chi era stato chiamato a fare da consulente per l’organizzazione della sfilata. Ed ora il caso diventa un giallo perché qualcuno insinua anche che l’operazione sia stata fatta per favorire la candidatura di Vicenza all’organizzazione dell’adunata nazionale. Cosa che i vertici alpini smentiscono seccamente.

Mancata presentazione

«La candidatura di Malo non è mai stata presentata - spiega Paolo Marchetti, ex vicepresidente vicario della sezione Ana di Vicenza - le motivazioni ufficiali parlano di una dimenticanza. La mancata presentazione rappresenta un fatto estremamente grave, perché era stata proposta dalla zona e il consiglio direttivo sezionale aveva dato l’ok. Quindi non c’è stata competizione con le altre città, perché la candidatura di Malo è rimasta nel cassetto di qualcuno. Il gruppo maladense avrebbe avuto tutte le capacità per organizzare una manifestazione come questa. Rimane l’amarezza di non aver potuto concorrere». 
Marchetti, che aveva organizzato le “trivenete” di Arzignano nel 2007 e di Chiampo nel 2017, era stato chiamato dal gruppo di Malo come consulente. «Dispiace che sia andata così, perché so cosa significa una manifestazione del genere in termini di partecipazione - sottolinea - con un ritorno non da poco sia di immagine che economico». 

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La replica

Da Malo arriva comunque la replica. Il problema, secondo quanto riferito, sarebbe legato a problemi organizzativi riguardanti il cambio dei vertici locali delle penne nere. «In quella fase c’era stato il cambio di presidenza della sezione - spiega Lino Marchiori, presidente della sezione Ana “Monte Pasubio” di Vicenza, di cui Malo fa parte - durante il passaggio di consegne sono saltate cose anche importanti. Nel frattempo il regolamento ha anticipato di un anno i tempi di presentazione delle candidature, che devono essere avanzate tre anni prima, non più due. Se ci sarà la volontà da parte del gruppo, si potrà pensare al 2027. In ogni caso, con Malo abbiamo risolto programmando un’attività importante per il 2025, in collaborazione con le altre quattro sezioni vicentine».

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L'evento

La “triveneta” è un evento secondo solo all’adunata nazionale e mobilita ogni anno tra i 20 e i 30 mila partecipanti da Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige. Fra le illazioni circolate in questi mesi, anche la voce che la mancata candidatura fosse stata una strategia studiata per non perdere l’adunata nazionale di Vicenza. «Questo non è vero - smentisce Marchiori - non è stata fatta alcuna valutazione su chi sacrificare, anche perché le manifestazioni si sarebbero svolte in due anni distinti e non ci sarebbe stato alcun problema».
«Non vogliamo creare polemiche, ci abbiamo messo una pietra sopra - concorda il capogruppo degli alpini di Malo Gianni Stevan - siamo umani, tutti commettiamo degli errori, purtroppo è andata così. Ora guardiamo al raduno delle cinque sezioni vicentine». Il 21 settembre 2025, indicativamente, gli alpini delle sezioni Ana di Bassano, Marostica, Asiago, Valdagno e Vicenza saranno a Malo per il raduno “Terre alpine, terre di sacrificio alpino”
Iniziative sono previste a Malo anche nei prossimi giorni: domani, alle 20.30, all’auditorium “Rigotti”, la sezione “Monte Pasubio”, con il gruppo di Malo, proporrà la serata storico-culturale “Mario Rigoni Stern e Giobatta Danda, due vicentini a Nikolajewka”. Domenica, al centro giovanile, invece, Festa della famiglia alpina. 

 

Matteo Carollo