lunedì, 24 giugno 2019
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25.06.2010

Montecchio.
S.Urbano,
il parroco
boccia il coro

La chiesa di Sant’Urbano dove si esibiva il coro parrocchiale
La chiesa di Sant’Urbano dove si esibiva il coro parrocchiale

I canti sono troppo complicati e il parroco di Sant'Urbano scioglie il coro. Sulla vicenda, una sorta di segreto di pulcinella che tutti nella frazione conoscono ma di cui nessuno sembra aver notizia, le bocche sono sempre state cucite fino a quando don Stefano Manni, parroco della parrocchia di Sant'Urbano e Santissima Trinità, è uscito allo scoperto con una lettera pubblicata sul settimanale diocesano "La Voce dei Berici", in cui esprime la sua «vicinanza a don Luca Trentin riguardo la sospensione del servizio liturgico della Schola cantorum nella parrocchia di San Paolo a Vicenza», affermando di essere anche lui «reduce dello scioglimento del coro di una delle due parrocchie e che molti coristi se ne sono andati sbattendo la porta».
Alla base dello scioglimento del coro ci sarebbe la scelta di brani troppo complicati e una scarsa disponibilità da parte dei trenta coristi ad adattarsi alle indicazioni liturgiche. Spiega don Stefano: «Sono situazioni che si vivono un po' in tutte le parrocchie ma il problema di Sant'Urbano era che ormai il coro veniva inteso dai fedeli come un coro-concerto. La gente a messa non partecipava, non cantava. Così la liturgia si trasformava in un teatro, dove l'assemblea assisteva passivamente, i canti della tradizione venivano persi».
«Prima di decidere di sciogliere il coro - continua il parroco - ho divulgato un avviso spiegando la necessità di ritornare a proporre canti più semplici e inerenti alle indicazioni della liturgia. I coristi, però, non erano intenzionati a modificare le loro abitudini e così, dopo uno scontro verbale, ho sciolto il coro formandone uno interparrocchiale. I pochi elementi dell'ex coro che sono rimasti si sono uniti a quello già esistente di Santissima Trinità, con cui ho collaborato per incentivare i fedeli a partecipare alle funzioni».
L'ex coro, sulla faccenda, fa solo sapere di aver sempre proposto canti suggeriti dall'istituto diocesano di musica sacra per coivolgere i fedeli. Ma preferisce mantenere il riserbo su quanto accaduto per rispetto alla Chiesa e per i numerosi e messaggi positivi che il Papa ha lanciato in favore della musica sacra, in particolare al gregoriano.

Cinzia Ceriani
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