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15.09.2010

Arzignano
Concia
Signorin
si dimetta

 Il vicesindaco Massimo Signorin
Il vicesindaco Massimo Signorin

Le minoranze chiedono le dimissioni del vicesindaco e un consiglio comunale straordinario. Il sindaco incontra il procuratore Salvarani per ribadire l'impegno della città.
Sono le reazioni dopo la messa in onda, domenica sera, della trasmissione Presa Diretta su Rai 3 dedicata all'evasione fiscale ad Arzignano. Secondo l'opposizione, il vicesindaco Massimo Signorin deve dimettersi «visto l'imbarazzante e sconcertante atteggiamento durante la trasmissione, incompatibile con la rappresentanza istituzionale della città». «Perché - chiedono le minoranze - alla luce dell'immagine ferita della città, il sindaco non si è presentato di persona?». I consiglieri citano il procuratore Salvarani, che nel servizio aveva detto: «Dovrebbe esserci una rivolta da parte della società civile, degli ordini professionali e delle associazioni di categoria». «L'immagine di Arzignano è uscita distrutta - dichiara l'ex sindaco Stefano Fracasso - le cose già emerse nell'inchiesta hanno assunto rilevanza nazionale. Era l'occasione per il sindaco per esprimersi chiaramente a condanna del sistema e a tutela di quanti lavorano onestamente. Chiediamo che il sindaco riferisca in consiglio». Duro Gianfranco Signorin: «Forse il vicesindaco era choccato perché punzecchiato su vicende che coinvolgono persone a lui vicine», dice alludendo alle domande sulla mamma Italia Pia Molon e sul fratello Davide. «Nessun amministratore può permettersi di dire che le regole non si rispettano perché da altre parti qualcuno ruba», dice Gennaro Marotta, consigliere regionale di IdV.
«Questo è sciacallaggio politico di basso livello - replica il sindaco Giorgio Gentilin -. Questa opposizione non ha a cuore il bene di una comunità che immeritatamente sta vivendo un momento di difficoltà, ma ha come obiettivo elemosinare spazio sui giornali. Io ho rifiutato l'intervista perché non concordata, rinviandola al giorno dopo. Non è poi stato possibile farla per impegni istituzionali. L'amministrazione non si è sottratta: il vicesindaco ha parlato a nome mio, ma di 40 minuti di intervista sono stati scelti, con un montaggio partigiano, 5 minuti. Ho manifestato la mia indignazione all'autore dell'inchiesta perché ben altro è stato detto nel corso del colloquio».
Massimo Signorin non rilascia dichiarazioni, e il sindaco prosegue: «Ho incontrato il magistrato Salvarani per ribadire che l'impegno della politica locale c'è: abbiamo lanciato la proposta di "reverse charge", la revisione della disciplina di pagamento dell'iva, e dedicato tempo a percorsi di legalità nelle scuole. Ho speso parole di condanna nei confronti della "cricca" e di Andrea Ghiotto, tanto da ricevere minacce e non accetto allusioni di collusione. Ho chiesto di accelerare i procedimenti processuali, chi ha sbagliato deve pagare. Forse il messaggio di Salvarani era diretto ad altri livelli politici. Altri erano al governo cittadino quando l'illegalità dilagava».

Silvia Castagna
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