Montecchio Maggiore

Via le “svastiche” russe dalla casa degli ucraini. «Sfregio come agli ebrei»

Una decina le “Z” disegnate sulla facciata del condominio; l'altro giorno è stata ripulita la facciata (Foto Trogu)
Una decina le “Z” disegnate sulla facciata del condominio; l'altro giorno è stata ripulita la facciata (Foto Trogu)
Una decina le “Z” disegnate sulla facciata del condominio; l'altro giorno è stata ripulita la facciata (Foto Trogu)
Una decina le “Z” disegnate sulla facciata del condominio; l'altro giorno è stata ripulita la facciata (Foto Trogu)

«Le “Z” sono state cancellate dalla facciata del palazzo che adesso non sarà più marchiato come se avessero posto una svastica davanti alla casa di ebrei». È soddisfatta Olena la cittadina ucraina nel cui condominio, sotto le bandiere del suo Paese, erano apparse pochi giorni fa una decina di lettere zeta, simbolo che inneggia alla vittoria russa (spuntato in alcune occasioni in Ucraina durante l’attuale conflitto). 

Simboli cancellati L’altro ieri le “Z” sono state cancellate da una ditta incaricata dall’amministrazione condominiale e sotto gli occhi attenti dei carabinieri. «Adesso non ci sono più, la palazzina è stata ripulita - spiega Olena - ma le bandiere della mia Ucraina rimangono e rimarranno esposte. Perché lo ripeto: io non ho paura e non le leverò». Era stato un colpo al cuore. Sgomento e incredulità erano stati i sentimenti provati da Olena e dalla sua famiglia quando domenica mattina era stato scoperto l’episodio, forse un raid vandalico oppure un gesto di qualcuno che, nonostante le stragi e gli attacchi armati a uno Stato sovrano e democratico, appoggia la posizione e l’invasione di Putin.

Leggi anche
Dieci “svastiche” russe sulla casa degli ucraini. «Vigliacchi, ho pianto»

Solidarietà Ma anche tanta solidarietà e sostegno che sono arrivati da più parti. «Mai avrei pensato a un gesto simile ma ho avuto e abbiamo avuto la solidarietà e la vicinanza dimostrataci da tante persone. Davvero ringrazio tutti e, in particolare il governatore del Veneto Luca Zaia, il consigliere regionale Milena Cecchetto e il sindaco di Montecchio Gianfranco Trapula per ciò che hanno detto e scritto». Un episodio che non ha ancora i nomi e cognomi dei responsabili ma che ha colpito molto i montecchiani che hanno espresso condanna pressoché unanime per l’atto, indipendentemente dalla finalità. La “Z”, apparsa nei mezzi militari russi, significa appunto “Za pobedu” che, tradotto, vuol dire “Per la vittoria”.

Sdegno E chi le ha riprodotte con lo spray nero l’ingresso della piccola strada secondaria che si affaccia su via De Gasperi, dove abita Olena e la sua famiglia italo-ucraina, lo ha fatto forse come uno sfregio oppure come una sfida. «Più che vedere le zeta avrei preferito una parolaccia, un insulto ma non quel simbolo - aveva spiegato qualche giorno fa Olena al nostro giornale -. Secondo me non si tratta di una bravata messa in atto da qualche ragazzo, ma di un atto deliberato di chi crede davvero nella zeta e in tutto quello che questa lettera simboleggia. È stato come scrivere una svastica davanti alla casa di ebrei».

Condanna Le prime reazioni sono state del primo cittadino e dell’ex sindaco, Trapula e Cecchetto: «Un gesto da condannare con forza e che non rappresenta nemmeno lontanamente il sentire della comunità di Montecchio - aveva detto Trapula - né dell’Amministrazione. Lascia di stucco constatare l’esistenza di queste posizioni francamente incomprensibili e dispiace per la totale mancanza di rispetto». «Un gesto di stupidità e inciviltà ingiustificabili - aveva dichiarato Cecchetto -. Se qualche residente o passante ha visto qualcosa, lo prego di rivolgersi alle autorità affinché i responsabili vengano rintracciati e puniti». Il giorno successivo era stato il presidente Zaia a esprimere sdegno e condanna: «La comparsa, della “Z” diventata simbolo di guerra e aggressione. È espressione di violenza e odio, che tutta la comunità civile respinge con sdegno». 

Antonella Fadda