Sarego

Tosse e aria irrespirabile all'agriturismo. A decine si sentono male

Vigili del fuoco intervenuti da Lonigo dopo l’allarme al 115. (Foto Archivio)
Vigili del fuoco intervenuti da Lonigo dopo l’allarme al 115. (Foto Archivio)
Vigili del fuoco intervenuti da Lonigo dopo l’allarme al 115. (Foto Archivio)
Vigili del fuoco intervenuti da Lonigo dopo l’allarme al 115. (Foto Archivio)

Colpi di tosse e difficoltà a respirare. Scatta l’allarme sulla qualità dell’aria in centro a Sarego con l’intervento dei vigili del fuoco. L’altra sera più persone residenti nel quartiere degli impianti sportivi nel capoluogo hanno cominciato a tossire a più riprese e a provare difficoltà e fastidio nel respirare, tanto che sono stati chiamati i pompieri. Problemi anche all’osteria Al Brolo: «Abbiamo avuto clienti che sono andati via perché non ne potevano più, ma anche i nostri collaboratori sono arrivati a non riuscire a respirare bene, sembrava ci fosse qualcosa nell’aria», spiega la titolare.

L’allarme. Mistero sulle cause che hanno comportato problemi a decine di residenti, sul centinaio presente in zona. Come pure sulla provenienza dell’aria che ha comportato questo strano e allarmante fenomeno che, in base alle prime ricostruzioni, si è manifestato a più riprese. La prima volta è stato riscontrato intorno alle 19 per protrarsi per un’ora abbondante e per non essere poi più avvertito. Fino alle 21.30 circa, quando è ripresto per andare avanti ancora per mezz’ora. Quanto accaduto ha creato un certo allarme, anche per il mistero delle cause. I controlli effettuati dai vigili del fuoco, giunti in sopralluogo dal distaccamento di Lonigo intorno alle 22, non hanno tuttavia, almeno per il momento, portato con certezza a scoprirne l’origine.

Le possibili cause. È stato escluso che i problemi di respirazione siano stati originati dalla presenza di fumo nell’aria e non è stato possibile ricondurre con precisione i sintomi segnalati a una qualche particolare sostanza, data l’assenza di odori rivelatori. Una spiegazione potrebbe risiedere nei «trattamenti fitosanitari, che sono obbligatori, in corso in questi giorni contro l’epidemia di cicalina della vite», come spiega Claudio Zambon, membro della Consulta vitivinicola provinciale e regionale, già referente della Coldiretti locale e vicentina e imprenditore viticolo con vigneti a Meledo.

I trattamenti nei vigneti. «Proprio in questi giorni - conferma Zambon - la Regione obbliga i viticoltori a trattare i vigneti con prodotti contro un parassita, la cicalina appunto, che provoca la flavescenza dorata, una malattia mortale della vite che si diffonde rapidamente e che quest’anno ha fatto disastri, con perdite di interi vigneti in altre provincie del Veneto. Chi non esegue i trattamenti rischia pure una serie di sanzioni. I prodotti sono foto e termolabili, cioè sono sensibili alla luce e al calore, per cui vanno applicati preferibilmente di sera o di notte, ma di notte i metodi di trattamento sono rumorosi, per cui si anticipa». Nel caso in cui ci fosse il vento che va verso abitazioni o luoghi frequentati occorre interrompere il trattamento riprendendolo con le giuste condizioni. Se quanto capitato fosse dipeso da trattamenti fitosanitari per la cicalina, e non da altri come quelli contro zecche o zanzare, chi l’ha eseguito probabilmente si è trovato il vento che si è levato e non se n’è accorto». Il Comune intanto sta effettuando verifiche.
 

Matteo Guarda