L'infrastruttura

Tav, tre ponti chiusi in 10 mesi: «Caos viario»

Il ponte di via Battaglia ad Alte verrà chiuso ad aprile e sarà riaperto a fine anno o ad inizi 2023. Finalmente una data, pressoché certa, per l’abbattimento del cavalcaferrovia e la costruzione di uno nuovo che consentirà il passaggio della Tav. Se n’è parlato l’altra sera nella commissione consiliare ambiente e territorio, presieduta da Maurizio Scalabrin: presenti i rappresentanti di Iricav 2, il consorzio di imprese che si occupa della costruzione dell’imponente opera per conto di Rfi, e le associazioni di categoria. Sul tavolo anche i flussi viabilistici, con il transito di almeno 9 mila auto al giorno sulla via che conduce ad Alte, i percorsi alternativi, la preoccupazione per un cantiere di una tale portata che sarà presente a Montecchio per almeno due anni, con conseguenze non da poco per residenti e imprese, e anche del passaggio dell’Alta velocità-Alta capacità nei paesi vicini come Montebello, Brendola e Altavilla. Si rischia un vero e proprio «caos viario».

Via Battaglia Il sindaco di Montecchio, Gianfranco Trapula, ha chiesto al direttore di Iricav, Paolo Carmona, i motivi per cui dovrà essere abbattuto per primo il cavalcavia di via Battaglia e non verranno anticipati altri interventi, fra cui l’apertura del nuovo casello A4 e la costruzione del cavalcavia del Melaro, in modo da alleggerire il traffico. «A Montecchio dovremo fare una deviazione provvisoria alla tratta storica per inserire la linea dell’alta velocità - ha detto Carmona -. È un nodo molto delicato e proprio per questo tipo di lavorazione dobbiamo anticipare l’abbattimento del cavalcaferrovia. Questo lotto è stato inserito dal Governo nel Pnrr e dovrà essere completato entro il 2026». Matteo Cecchinato, di Iricav, ha specificato le tempistiche: «Si dovrebbe partire ad aprile, con la demolizione, per consegnare l’opera terminata a fine anno o massimo i primi giorni del 2023. Sono circa 270 giorni naturali di lavoro. Tutte le opere ferroviarie e tecnologiche proseguiranno ma non interesseranno più la viabilità e si concluderanno con i collaudi a dicembre 2026». 

Strade alternative Sono 4 i percorsi che potranno essere utilizzati in alternativa a via Battaglia sia a Montecchio che a Brendola. Per quanto riguarda Alte, dopo l’uscita dall’autostrada, si potrà transitare lungo la bretella, poi la Sr 11 fino ad arrivare al rondò del cavallo. Altro percorso indicato è usare via Archimede per arrivare al sottopasso di via Cimarosa ma la richiesta avanzata da tutti i presenti è stata che questo non possa essere considerato come alternativa visto che nella prima sono presenti sia la scuola primaria Zanella che l’asilo nido mentre il sottopasso è a senso unico alternato. Altri due itinerari saranno a Brendola, di cui uno con passaggio in via Soastene (dove sarebbe prevista una rotatoria provvisoria) e via Selva Balestro e poi, all’incrocio con il Melaro, l’obbligo di svolta a destra in direzione Vicenza. 

Tempistiche Cecchinato ha poi spiegato che i lavori del cavalcavia del Melaro inizieranno a ottobre mentre la chiusura del sottopasso di via Cimarosa è prevista solo quando sarà riaperta via Battaglia. Ma sempre a ottobre, come aveva spiegato poche settimane fa il sindaco di Altavilla nelle pagine del nostro Giornale, dovrebbe venir chiuso, il condizionale è d’obbligo, un altro importante sottopasso, quello di via Tabernulae, sempre per il cantiere Tav. E in questo caso i lavori dovrebbero concludersi a marzo 2023. 

Preoccupazione Vari consiglieri hanno chiesto più volte di visionare il cronoprogramma «anche alla luce di tutti gli altri cantieri che interessano Comuni vicini come Montebello e Altavilla». I consiglieri di maggioranza e opposizione e le associazioni di categoria hanno espresso preoccupazione perché un cantiere così importante porterà «gravi disagi alla viabilità e alla vivibilità di Montecchio». «C’è collaborazione con Regione, Provincia, Comune di Brendola e Consorzio Iricav 2 - ha dichiarato Trapula -. Sul tavolo c’è l’impegno per sottoscrivere il protocollo d’intesa (non ancora firmato, ndr) che definirà gli interventi viabilistici di mitigazione per ridurre l’impatto sul traffico già congestionato. La Tav è un’opera indispensabile, ma resta la preoccupazione per i prossimi mesi. Monitoreremo la situazione e interverremo per limitare il più possibile i disagi, che inevitabilmente ci saranno».

 

Antonella Fadda