Gambellara

Spedizione punitiva: massacrato di botte in casa

L’abitazione che è stata teatro della feroce aggressione avvenuta l’altra sera (foto Trogu)
L’abitazione che è stata teatro della feroce aggressione avvenuta l’altra sera (foto Trogu)
L’abitazione che è stata teatro della feroce aggressione avvenuta l’altra sera (foto Trogu)
L’abitazione che è stata teatro della feroce aggressione avvenuta l’altra sera (foto Trogu)

Lo hanno massacrato di botte. Sono entrati nell’abitazione dove era ospitato, sapendo di trovarlo, in piena notte. Gli aggressori, almeno 6 o 7 persone, lo hanno buttato giù dal letto e, con mazze e bastoni, lo hanno picchiato selvaggiamente, con ferocia inaudita, fratturandogli sia le braccia che le gambe. Quindi sono scappati, lasciandolo tramortito. Il cittadino indiano Navjot Singh, 30 anni, è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Bortolo di Vicenza. Non correrebbe pericolo di vita, ma le sue condizioni sono critiche. Il pubblico ministero Barbara De Munari procede per tentato omicidio aggravato.

 

La violenta aggressione è avvenuta qualche notte fa nell’abitazione di via Borgolecco 33 a Gambellara. Navjot Singh, che si sta regolarizzando in Italia, era ospitato dal connazionale Gurpreet Singh, che non sarebbe stato in casa. Mentre stava riposando, l’indiano sarebbe stato svegliato da forti rumori. Nemmeno il tempo di comprendere cosa stava accadendo che si è trovato attorniato da un gruppo di persone con intenzioni poco amichevoli. Lo cercavano e non gli avrebbero nemmeno spiegato il motivo: lo hanno colpito ripetutamente, in maniera selvaggia. Il pestaggio sarebbe durato parecchi minuti; Singh è rimasto sanguinante, incapace di alzarsi, fino a quando alcuni vicini, che avevano sentito il trambusto, non sono corsi a vedere che cosa era accaduto e lo hanno trovato cosciente, ma in condizioni pietose. È stato dato subito l’allarme al 118; l’ambulanza del Suem ha soccorso il giovane trasportandolo d’urgenza a Vicenza; quindi la centrale operativa ha allertato anche il 112.

 

In queste ore, i carabinieri della compagnia di Valdagno (che hanno cercato di parlare con il ferito, che non sarebbe però in grado di rispondere per il momento) stanno raccogliendo testimonianze in caserma e stanno sentendo diversi indiani come persone informate sui fatti. Il sospetto è che si sia trattato di una spedizione punitiva, legata alla faida in corso da più di un anno fra opposte fazioni di indiani, sempre nella zona di Gambellara (dove era già avvenuto un episodio non dissimile), oltre che di Arzignano. Nei mesi scorsi i militari del nucleo operativo della compagnia, coordinati proprio dal pm De Munari, avevano fatto scattare le manette a diverse persone che sono finite a processo dopo aggressioni, estorsioni e rapine. Non è escluso che la causa scatenante sia il mercato del volantinaggio, che vede gli indiani dominare sul territorio; ma finora il movente della faida non è mai stato chiarito del tutto. 

 

L’obiettivo dei carabinieri è quello di dare un nome agli aggressori di Gambellara, ma non sarà impresa agevole, almeno fino a quando la vittima non sarà in grado di collaborare. Quello che è certo è che chi l’ha picchiato lo ha fatto in maniera scientifica, colpendolo per fargli del male. Gli inquirenti, però, sono convinti di chiudere il cerchio, anche per dare un segnale chiaro alle gang.  

 

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Diego Neri

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