Montecchio Maggiore

Sasso contro i vetri e nuova “Z” russa sulla casa ucraina

Una nuova “Z” è apparsa nella notte sul condominio (Foto Fadda)
Una nuova “Z” è apparsa nella notte sul condominio (Foto Fadda)
Una nuova “Z” è apparsa nella notte sul condominio (Foto Fadda)
Una nuova “Z” è apparsa nella notte sul condominio (Foto Fadda)

Non bastavano le “Zeta” disegnate con lo spray a deturpare il condominio, adesso anche un sasso lanciato contro la finestra in piena notte. Non è più un mero atto di vandalismo quello che è accaduto fra domenica e lunedì nel palazzo, vicino a via De Gasperi a Montecchio Maggiore, dove abita una famiglia italo-ucraina e dove dove non più di una decina di giorni fa erano state disegnate una decina di simboli “Z” che inneggiano alla vittoria russa (simboli spuntati in Ucraina durante l’attuale conflitto).

 

L’intimidazione. Ignoti hanno colpito ancora e stavolta in maniera più pesante. «Erano circa le 3 di notte - racconta Olena, la donna originaria dell’Ucraina che vive da oltre 20 in città con la sua famiglia -. Eravamo a letto a quell’ora. Siamo stati svegliati da un forte rumore. Pensavamo fosse successo qualcosa in soggiorno, dove dorme il nostro cane, ma quando siamo andati a controllare non abbiamo notato nulla di strano». La scoperta è avvenuta poche ore dopo quando la donna si è alzata per recarsi a lavoro.

Il sasso contro il vetro. «Ho notato che il vetro esterno della finestra del soggiorno era rotto - prosegue -. Abbiamo controllato e scoperto che era stato lanciato una sorta di mattoncino, grigio. Poco dopo ci siamo accorti che era stata disegnata una “Zeta”, sempre con lo spray nero, nella facciata del palazzo». Un altro episodio che ha squarciato la tranquillità della piccola strada e della famiglia nel giro di pochi giorni poiché sono state posizionate alle finestre due bandiere giallo-blu. Che, evidentemente, “disturbano” chi invece, «nonostante le stragi e gli attacchi armati a uno Stato sovrano e democratico, appoggia la posizione e l'invasione di Putin». 

Un’altra “Z”. La famiglia ha presentato una denuncia ai carabinieri della tenenza di via Salvo D’Acquisto, stavolta per danneggiamenti. «Dopo ciò che è accaduto non posso non pensare che mi stiano dando un messaggio ben preciso – osserva Olena -. Qualcuno non vuole che venga esposta la bandiera. Ma rimarrà alla finestra. Sistemeremo il vetro, verrà cancellata la zeta ma le bandiere resteranno». E aggiunge: «Mi dispiace molto per i nostri vicini che vengono disturbati a causa di questi episodi ma loro ci hanno dimostrato molta solidarietà».

 

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Preoccupazione. Nessun dito puntato contro i russi, nessun accusa verso loro: «Può essere stato chiunque, di qualsiasi nazionalità - dice -. Non ce l’ho con i russi: molti stanno scappando dal loro Paese e tanti che vivono all’estero sono contrari a questa guerra. E chi vive in Russia ha paura a parlare perché rischia addirittura il carcere». Amarezza, rabbia e preoccupazione ma anche orgoglio e dignità.  «Solo il nostro cane si è spaventato e la mia più grande preoccupazione va ai miei compatrioti per quello che stanno vivendo ogni giorno - dichiara Olena - perchè i morti, i bombardamenti, le atrocità che accadono in Ucraina sono reali». Quest’ultimo episodio va oltre il vandalismo. Ai primi del mese erano comparse nottetempo nel condominio le “Zeta”. La lettera, che è un simbolo dell’invasione che campeggia nei mezzi militari del “tricolore” russo, è l’abbreviazione di “Za pobedu” che, tradotto, vuol dire “Per la vittoria”. “Zeta” che erano state cancellate dalla facciata pochi giorni dopo il primo raid. E che adesso sono ricomparse.

 

 

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Antonella Fadda