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26.09.2019

Capriolo ucciso a pallettoni tra le case

Il capriolo è stato ammazzato utilizzando pallettoni da caccia così come emerso dai primi accertamentiUn esemplare di capriolo femmina come quello ucciso a Sarego.  M.G.
Il capriolo è stato ammazzato utilizzando pallettoni da caccia così come emerso dai primi accertamentiUn esemplare di capriolo femmina come quello ucciso a Sarego. M.G.

È stata uccisa a pochi metri dalle case, con una fucilata a pallettoni. Vittima una femmina di capriolo che lunedì è stata ritrovata dalla polizia provinciale lungo via Grotte, la strada comunale che porta sopra le colline di Sarego. Gli agenti sono intervenuti subito dopo l’allarme, lanciato intorno alle 18.30, dai residenti che avevano appena rinvenuto l’esemplare femmina di capriolo adulto a una quindicina di metri dalla via pubblica e dalle abitazioni della zona. Poco prima erano stati sentiti esplodere alcuni colpi di fucile. Inevitabile la paura tra gli abitanti e ora gli investigatori sono sulle tracce del responsabile. In campo ci sono le guardie provinciali che nel corso della mattinata di ieri hanno effettuato un nuovo sopralluogo in via Grotte nell’area dove è stato rinvenuto l’ungulato abbattuto, alla ricerca di ulteriori elementi utili alle indagini per risalire allo sconsiderato autore dell’uccisione dell’animale che probabilmente si era avvicinato alle case in cerca di cibo. È responsabile del pericolo generato per aver sparato a così poca distanza dalle case con il rischio di ferire qualcuno e anche a così poca distanza dalla strada, la principale via che dalla provinciale 500, in paese, porta alla frazione collinare. È stato accertato che i proiettili usati per fare fuoco costituiscono munizioni spezzate, i pallettoni appunto, che sono proibite per il tipo di specie animale contro cui sono state esplose. Senza contare che è altrettanto vietato abbattere le femmine di capriolo adulte in questo periodo dell’anno, per il motivo che hanno ancora i cuccioli con loro e che questi, ai primi mesi di vita, potrebbero essere non del tutto svezzati e autonomi nel procacciarsi il cibo per cui, una volta che la madre viene a mancare, corrono il rischio di fare la stessa fine. «È stato un gesto barbaro - affermano alcune delle persone tra quelle che lunedì sera si sono imbattute nel capriolo ucciso – ed è stato compiuto da chi sapeva di essere in torto, tanto che quando ha capito che poteva essere scoperto ha lasciato tutto lì ed è scappato». «Quanto accaduto va condannato - spiega Mirko Dani, presidente della locale sezione di Federcaccia e residente nella zona collinare di Sarego -. La caccia al capriolo si può fare solo a certe condizioni e rispettando norme che regolano questo prelievo venatorio. Qui siamo fuori del periodo consentito e soprattutto si è sparato vicino a una strada e alle case, creando pericolo». «Disapproviamo il modo in cui è stato abbattuto il capriolo - afferma Giorgio Perra, segretario delle sezione seraticense di Acv, Associazione cacciatori veneti e abilitato alla caccia degli ungulati -. I capi vanno abbattuti secondo consente la legge: siamo per il rispetto delle norme e prendiamo le distanze da questo episodio». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Guarda
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