Montecchio Maggiore

Rampe e ingresso alla A4, nuovo casello al giro di boa

Il nuovo casello dell’autostrada A4 di Montecchio Maggiore è arrivato al giro di boa. Anzi, anche oltre. Erano 1.440 i giorni di cantiere preventivati per la realizzazione della nuova autostazione, stando a quanto comunicato tre anni fa dai responsabili dell’autostrada Brescia-Padova, e l’inizio lavori della nuova infrastruttura che andrà a sostituire l’attuale casello autostradale di Alte Ceccato è datato luglio 2019.

Cronoprogramma La data si trova nel sito internet di Icm Spa azienda che, insieme alla trevigiana Carron Cav. Angelo Spa e alla friulana Icop Spa, fa parte del raggruppamento temporaneo di imprese che si è aggiudicato l’appalto da circa 60 milioni di euro. In pratica è stato preventivato un periodo di quattro anni per l’edificazione del nuovo casello della A4 con lavori che, esclusi i fine settimana e il periodo di lockdown, si dovrebbero concludere a luglio del prossimo anno. In linea con quanto affermato di recente, durante la commissione consiliare ambiente e territorio di Montecchio Maggiore, dall’ingegner Elisabetta Pellegrini direttore della Struttura di Progetto della Superstrada Pedemontana Veneta, a proposito dell’apertura della grande infrastruttura viaria: il via al passaggio dei veicoli lungo la Spv è previsto a dicembre di quest’anno o, al massimo, a gennaio 2023; quello nel nuovo casello della A4 circa 180 giorni dopo.

Sfasamento Era stato proprio in quell’occasione che il direttore Pellegrini aveva appunto parlato di uno sfasamento di circa sei mesi fra il completamento del “Passante Verde” e l’attivazione della autostazione fra Montecchio Maggiore e Montebello. Una distanza cronologica che impensierisce, non poco, il sindaco castellano, Gianfranco Trapula considerando che chi uscirà a Montecchio dalla Spv dovrà affrontare la viabilità ordinaria fino all’attuale casello della A4, ad Alte Ceccato, finché non sarà pronto il nuovo ingresso autostradale.

Traffico «Siamo preoccupati - spiega il sindaco Trapula - perché le tempistiche che si prospettano prevedono che l’apertura della Superstrada Pedemontana Veneta precederà quella del nuovo casello. E se ciò si verificasse il risultato sarebbe un ulteriore aggravio per il traffico in tutto l’Ovest Vicentino. La nostra richiesta resta quella che il nuovo casello dell’autostrada A4 sia operativo il prima possibile, contemporaneamente all’apertura della Superstrada Pedemontana». Ad oggi, stando sempre al cronoprogramma, mancherebbero 13 mesi al completamento.

Lavori Abbiamo effettuato più volte, nelle ultime due settimane, sopralluoghi osservando l’avanzamento delle opere rimanendo al di fuori dell’area di cantiere. Attualmente, come è possibile constatare dalle strade comunali, sono stati realizzate le due strutture che un domani - si spera «al più presto» secondo l’auspicio di sindaci dell’Ovest e della categorie economiche e imprenditoriali della zona così come già hanno dichiarato in più occasioni - diventeranno le due nuove stazioni di ingresso e di uscita dall’autostrada A4. Inoltre è ben visibile l’avanzamento del cantiere per la realizzazione delle rampe di collegamento. Si tratta di manufatti imponenti, facilmente visibili anche dalla bretella che collega la Strada regionale 11 con la Strada del Melaro.

Sviluppo del cantiere Mancano circa 400 giorni alla conclusione degli interventi, sempre in via teorica e secondo la tabella di marcia inizialmente stilata. La fine del cantiere è ancora lontana ma in vista c’è un progetto il cui sviluppo stradale complessivo è di circa 5.800 metri: 2 mila di vera e propria autostrada e 3.800 di rampe per gli svincoli. Le opere principali sono: una galleria ferroviaria di attraversamento della A4, a canna singola di 175 metri per 16 di larghezza; un sottopasso stradale di attraversamento dell'autostrada, a canna singola di 76 metri per 10; un viadotto a struttura mista acciaio-calcestruzzo, della lunghezza di 188 metri per 14 di larghezza, con quattro campate di lunghezza da 45, 35, 70 e 38 metri. La ferrovia ha una sua galleria per l’attraversamento delle rampe di svincolo, costituita da due canne sfalsate da 77 e 86 metri, e un sottopasso della Tav Milano-Venezia.

Antonella Fadda