Pfas nel sangue
Genitori arrabbiati «Battaglia legale»

Genitori in prima filla nella battaglia contro i Pfas. ARCHIVIO
Genitori in prima filla nella battaglia contro i Pfas. ARCHIVIO
Genitori in prima filla nella battaglia contro i Pfas. ARCHIVIO
Genitori in prima filla nella battaglia contro i Pfas. ARCHIVIO

Genitori sul piede di guerra per le conseguenza che l’inquinamento da pfas può avere sui loro figli. Molti sono quelli che si stanno organizzando per rivolgersi alla magistratura per i danni che l’inquinamento dell’acqua può avere soprattutto sui più piccoli. È stato detto l’altra sera alla fattoria Massignan di Brendola, dove si svolgeva la serata inaugurale di Abilitante Social Fest, la manifestazione articolata in una decina di giorni per parlare di socialità a 360 gradi.

«Per il momento possiamo dire che molte persone, soprattutto genitori di bambini residenti non solo nell’area rossa, si ritroveranno assieme a un gruppo di legali per decidere le mosse per un’azione giudiziaria che sarà di alto livello» spiega Alberto Peruffo, tra i referenti della campagna contro l’inquinamento da Pfas.

La notizia è emersa durante l’incontro che si svolgeva sotto il grande tendone sul tema “Acqua, il punto della situazione sui pfas”, un convegno dibattito a cura di gruppo Cittadini attivi di Montecchio, alla presenza di alcuni addetti ai lavori e di un folto e interessato pubblico. A muoversi sono soprattutto i genitori di bambini che frequentano le scuole di Brendola, Lonigo, Montecchio e degli altri centri interessati dal fenomeno dell’inquinamento da sostanze perfluoroalchliche. Particolarmente agguerrite sono proprio le mamme di Lonigo.

«Si sta formando un gruppo che intende valutare come percorrere la strada dell’esposto o della denuncia - spiega l’avv. Edoardo Bortolotto che l’altra sera ha partecipato all’incontro -. È un gruppo guidato da genitori che sono preoccupati per i danni che l’inquinamento da Pfas può causare. Quale sarà la formula scelta sarà deciso successivamente, dopo un incontro che avverrà nei prossimi giorni e nel corso del quale si deciderà come muoversi».

Le famiglie sono particolarmente preoccupate ora che stanno iniziando ad arrivare le comunicazioni della Regione con i dati delle analisi epidemiologiche. «Analisi - spiega ancora l’avv. Bortolotto - che rivelano livelli che non ci si aspettava anche su bambini molto piccoli e su persone sulle quali non si pensava di riscontrarli. Ciò avviene non solo per i residenti nell’area rossa ma anche per quelli di altre zone limitrofe. La volontà di procedere, quindi, è frutto dello stupore e della preoccupazione alla luce di risultati dell’analisi».

«Dobbiamo ancora decidere esattamente come e in che termini muoverci: questo emergerà dall’incontro che avremo la settimana prossima - aggiunge Diego Meggiolaro, del gruppo Cittadini attivi di Montecchio -. Siamo stanchi di questo tipo di inquinamento del quale sappiamo poco, in quanto a Montecchio, ad esempio, siamo esclusi dal monitoraggio e se vogliamo sapere qualcosa riguardo alla nostra salute dobbiamo fare le analisi per conto nostro. Proprio da queste è emerso che anche qui il problema di contaminazione esiste».

Paolo Rolli

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