Montecchio Maggiore

Perseguita il nipote perché omosessuale. Lo zio a processo per stalking

«Non condividendo e disprezzando l’orientamento sessuale del nipote, lo offendeva ripetutamente, anche in sua assenza, con espressioni del tipo “finocchio, fr... di m...”». È uno dei passaggi del capo di imputazione con cui la procura aveva chiesto il rinvio a giudizio di O. G., 58 anni, di Montecchio (le iniziali sono a tutela della presunta parte offesa) per stalking nei confronti del nipote 25enne.
L’altro giorno, al termine dell’udienza preliminare, accogliendo l’istanza dell’accusa, il gup, Matteo Mantovani, ha così disposto il processo per lo zio, difeso dall’avvocato Elisa Castrilli. Il ragazzo, assistito dall’avvocato Maria Francesca Corvo, potrà ora costituirsi parte civile nel corso del dibattimento che si aprirà il prossimo 15 giugno. 

Secondo la procura lo zio, nel corso del periodo compreso tra i mesi di febbraio e agosto 2020, avrebbe molestato il nipote in modo da «cagionargli un perdurante e grave stato di ansia e di paura». Una situazione psicologica di tale prostrazione che avrebbe costretto il ragazzo ad alterare le sue abitudini di vita e, in particolare, anche a decidere di trasferire la sede dei propri studi. Tutto questo per evitare di incontrare lo zio. Che, stando all’accusa, avrebbe ripetutamente seguito i movimenti del nipote così da riuscire anche a incontrarlo quando usciva di casa.
In un’occasione, poi, nel luglio di due anni fa, l’imputato si sarebbe recato a casa dei genitori del nipote e avrebbe cominciato a citofonare insistentemente pretendendo di entrare; una volta impeditogli invece l’accesso, il 58enne avrebbe continuato a camminare nei pressi dell’abitazione offendendo il nipote anche per le sue scelte politiche fino ad arrivare a prendere a bastonate la vettura del nonno. E ancora, qualche giorno dopo, andando a casa dei nonni del ragazzo lo avrebbe nuovamente insultato, in riferimento al suo orientamento sessuale. Infine, ad agosto, stando a quanto ricostruito nel corso delle indagini preliminari, l’ennesima sceneggiata sotto casa dei genitori del 25enne che sarebbe culminata con un’altra piazzata ancora una volta conclusa con le solite offese a sfondo discriminatorio.
Episodi che ora saranno al centro del processo che si aprirà a giugno. 

Matteo Bernardini