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15.08.2019

Ora la concia e il chimico rilanciano l’occupazione

Una fase di lavorazione in una ditta del comparto metalmeccanicoLavorazioni in conceria.  ARCHIVIO
Una fase di lavorazione in una ditta del comparto metalmeccanicoLavorazioni in conceria. ARCHIVIO

Concia, metalmeccanico e chimico sono i settori dove si assume di più nell’Ovest Vicentino. A dirlo sono i dati del primo trimestre 2019 secondo i numeri forniti dalla Cgil. Da gennaio a marzo sono state 4.155 le persone che hanno firmato un contratto con le aziende. Di queste 2.775 riguardano il settore secondario che comprende il metalmeccanico, l’oreficeria, la concia e il chimico. «È in risalita anche il settore terziario con 1.275 assunzioni - spiega Stefano Garbin, neo responsabile della camera del lavoro Cgil di Montecchio Maggiore - e in questo caso parliamo dei servizi alla persona, del commercio, del turismo e del bancario». Per quanto riguarda la crisi che oramai attanaglia il territorio nazionale da dieci anni, il settore della concia «soffre in particolare per la produzione legata all’azienda automobilistica - dice Garbin - mentre l’edilizia, che aveva registrato per anni la maglia nera, è in risalita grazie alle grandi opere che interessano il territorio come la Superstrada Pedemontana Veneta». Aumentano quindi i contratti a tempo indeterminato ma all’orizzonte del mondo del lavoro si affaccia una nuova figura: lo “staff leasing”. Anche in questo caso i numeri riguardano il primo trimestre 2019 e riguardanti il centro per l'impiego di Arzignano. Nei primi tre mesi dell’anno sono stati infatti 665 gli iscritti alle liste per trovare un lavoro, il 16% in meno dello stesso periodo dell’anno precedente quando il numero si era fermato a 795. Ma tra questi si registra un incremento dei disoccupati, cioè coloro che hanno perso l’impiego, che sono passati da 430 a 530; in diminuzione invece chi cerca il primo lavoro, calato del 10%, da 105 a 95, e le assunzioni a tempo determinato dalla disoccupazione dove addirittura passano da 260 a 40. «Un calo così significativo - spiega Morgan Prebianca, segretario generale Fiom-Cgil di Vicenza, fino a poco tempo fa responsabile della camera del lavoro Cgil di Montecchio Maggiore - è determinato dal fatto che le aziende, visti i paletti del Decreto Dignità, assumono in “staff leasing”». In pratica un lavoratore viene assunto a tempo indeterminato da un’agenzia interinale che, a sua volta, manda “in missione” quest’ultimo in un’impresa. «Quando l’azienda non ha più necessità di quel lavoratore lo riconsegna all’agenzia che, a sua volta, lo colloca da un’altra parte - prosegue Prebianca -. È comprensibile che si tratta sempre di precariato, perché una persona rischia di non essere mai assunta dall’azienda dove lavora ma rimane in carico all’agenzia. È vero, quindi, che sono in incremento i contratti indeterminati ma in realtà così non si abbatte il fenomeno del precariato, lo si aggira». Per quanto riguarda, invece, chi non riesce a rientrare nel mondo del lavoro, nell’Ovest Vicentino si tratta soprattutto di uomini: «L’età varia fra i 30 e i 54 anni ed è in possesso di un diploma - osserva il segretario -. Le donne, pur essendo in più bassa percentuale, sono di età inferiore, cioè fino ai 29 anni, e dispongono sempre di un diploma». Ma il numero di chi è rimasto senza occupazione o chi è alla ricerca del primo impiego potrebbe essere ancora più alto dal momento che non sono compresi le colf, le badanti, i migranti licenziati che lasciano l'Italia per trasferirsi all'estero ed anche i neo diplomati, quindi i giovani, che non si iscrivono per varie ragioni. E quali i settori con segno positivo? «Tutte le azienda che hanno investito in tecnologia e innovazione - concludono - e che hanno un mercato estero e non solo interno». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonella Fadda
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