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22.10.2019

Non ci sono più volontari Pedibus a rischio chiusura

I referenti del servizio pedibus lanciano l’allarme: mancano volontari
I referenti del servizio pedibus lanciano l’allarme: mancano volontari

A rischio chiusura il pedibus di Montecchio. Sono passati da 12 a 6, negli anni, i percorsi attivi per accompagnare a piedi gli alunni alle 4 scuole elementari della città e c’è il rischio che il numero cali ancora. Tutto ciò a causa della mancanza di “autisti”, cioè genitori o nonni o anche cittadini, che in modo volontario danno la propria disponibilità gratuita. Sono sempre più le famiglie preferiscono accompagnare in auto i propri figli a scuola con conseguente aumento del traffico nelle zone scolastiche. Lo scorso anno tra Alte e Montecchio hanno partecipato al pedibus oltre 200 scolari e 40 “autisti” contro un’utenza doppia se non addirittura tripla. PERCORSI ANNULLATI. «I due percorsi della primaria San Francesco sono stati sospesi per mancanza di volontari - spiega il referente del servizio di Montecchio, Gabriele Nardi -. Gli anni scorsi in alcuni percorsi erano presenti i pensionati e in altri i genitori. Purtroppo, una volta che i figli finiscono le elementari, in tanti volontari non proseguono o non vogliono prendersi la responsabilità dei figli altrui». Per quanto riguarda l’altra primaria, la Manzoni, sono attualmente 4 i tracciati attivi sebbene il percorso che partiva da largo Boschetti ha già rischiato la sospensione a inizio anno. Pericolo scongiurato in extremis grazie all’adesione di tre nuovi volontari. Ma se Montecchio piange sicuramente non ride Alte dove ci sono le primarie Don Milani e Zanella. PROBLEMI AD ALTE. Due tracciati sono stati sospesi: quelli dal quartiere di piazzale Collodi e da via Adige. «Grazie ad un gruppo di genitori molto affiatati siamo, però, riusciti a far ripartire il percorso per l’elementare Don Milani - osserva il referente di Alte, Marco Chiampo - dove addirittura non solo accompagnano i bambini la mattina ma anche nel pomeriggio. Anni fa, sempre alla Don Milani, erano addirittura 3 i percorsi». Sono state pochissime, invece, le adesioni dei residenti di piazzale Collodi. «C’erano solo tre bambini, sebbene siamo convinti che ad abitare in quella zona e a frequentare la Zanella siano molti di più – prosegue . Se mancano genitori sensibili e non vogliono dedicare 15 minuti al giorno ovviamente tutto si arena». SOS DELLE SCUOLE. «Le scuole appoggiano il pedibus per diverse ragioni - afferma l’insegnante Rosella Cailotto -. Prima di tutto per evitare l’intasamento delle auto davanti agli istituti. Se c’è un centinaio di bambini che arriva a scuola a piedi, di certo c’è anche un centinaio di veicoli in meno che circolano in zona. Senza contare che con il pedibus i bambini fanno attività fisica, imparano lungo il tracciato e arrivano a scuola svegli e pimpanti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonella Fadda
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