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09.10.2019

Medio Chiampo fa da sé «Opere per 5 milioni»

«Medio Chiampo, importante realtà in grado di offrire servizi di qualità sempre più elevata per l’economia del territorio e per i suoi abitanti». È il sogno, realizzato, di Giuseppe Castaman, il presidente della società, a capitale pubblico, partecipata in maniera paritaria dai Comuni di Montebello e Zermeghedo, che si occupa del servizio idrico integrato. Da oggi alla scadenza del suo secondo mandato, tra poco meno di due anni, sono diversi gli interventi conclusi, quelli vicini al traguardo o pronti a partire, nell’ottica di dare sempre più efficienza a cittadini e imprese. «Per il prossimo futuro vorrei continuare con le politiche perseguite negli ultimi anni – annuncia Castaman -. Abbiamo un bilancio di 18 milioni, una struttura con una sessantina di dipendenti, che racchiude notevoli professionalità, e un masterplan con cospicui investimenti (5 milioni quest’anno quasi il doppio degli ultimi due). Come la centrale di abbattimento dell’idrogeno solforato, in allestimento all’impianto di depurazione che, dopo la sperimentazione, potrà essere terminata per fine anno. Nel settore degli acquedotti, ricordo il rifacimento della rete idrica di Aguagliana, e degli impianti di filtraggio dell’acqua potabile di Zermeghedo, che anticipano quelli di Montebello e Gambellara». L’impegno do Castaman è stato quello di dare una svolta alla stagione delle liti, puntando sull’efficienza: «Motivo d’orgoglio - afferma - è avere un impianto efficiente, che chiude una decina di giorni all’anno per la manutenzione, in estate, e per il resto resta in esercizio 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Ci sono voluti 9 milioni di investimenti. Abbiamo creato un servizio migliore, superando la fase delle difficoltà riscontrate e dandoci modelli organizzativi per essere al meglio. E soprattutto, vado fiero che ci sia una nuova pagina per Medio Chiampo tagliando con le vicende del passato, come evidenziato dalla sentenza della Cassazione che ha annullato le condanne della Corte d’appello per i fatti del 2006. Oggi siamo tutta un’altra storia». Il nuovo corso sembra aver messo in secondo piano la fusione con Acque del Chiampo: «È un tema che spetta ai soci, i proprietari, e non agli amministratori. Con Acque del Chiampo c’è molta collaborazione, come per il bando in comune per l’impianto di smaltimento dei fanghi. Per cui le necessità di fusione, di cui tempo fa si parlava, adesso non si ravvisano più, e questo grazie al recupero di efficienza di Medio Chiampo. Va rilevata anche l’ottima collaborazione con la Consulta degli imprenditori, i protagonisti della volontà di cambiamento virtuoso di Medio Chiampo, e lo stesso i Comuni soci e serviti dall’azienda». Prosegue l’impegno per l’impianto unico dei fanghi conciari. «Entro Natale - copnclude - dovranno essere presentate le proposte di impianto. Per ora portiamo i fanghi in Lombardia per preservare la nostra discarica, e non siamo in emergenza. Il bando prevede l’impianto fuori dall’Ovest vicentino, lo abbiamo deciso con Acque del Chiampo. Per risolvere il problema dei fanghi li abbiamo ridotti con l’essicazione: nel 2005 erano 30 mila tonnellate, nel 2014 12 mila, quest’anno 7 mila. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Guarda
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