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17.10.2019

Concia, addio odori Lavori da 2 milioni per nuovi impianti

Albiero, Macilotti, Magnabosco e Castaman ieri in Provincia.  MARINI
Albiero, Macilotti, Magnabosco e Castaman ieri in Provincia. MARINI

Diverse realtà coinvolte, un corposo piano degli interventi e un unico obiettivo: far calare drasticamente la presenza di idrogeno solforato nell’aria dell’Ovest Vicentino, in particolar modo nei territori di Montebello e Zermeghedo. Hanno scelto di fare squadra le due amministrazioni comunali interessate dal problema dell’inquinamento, assieme alla Provincia di Vicenza e alla società pubblica Medio Chiampo Spa, in collaborazione con l’Arpav. L’annosa questione legata all’idrogeno solforato, sostanza prodotta dalla lavorazione della pelle nella zona della concia, si trascina ormai da diversi anni. Soprattutto per gli odori. «È un problema storico della Valchiampo - ha esordito Matteo Macilotti, delegato provinciale all’ambiente -. Dopo vari controlli straordinari dell’Arpav sono emerse criticità che, adesso, sono rientrate di molto grazie alla copertura delle vasche degli impianti e all’iniezione di ossigeno liquido». Il riferimento è agli impianti di pre-trattamento delle acque di dieci aziende presenti nei due comuni, interessati dalla questione dell’idrogeno solforato. «Attualmente nove aziende hanno fatto gli interventi richiesti senza problemi e a breve anche la decima azienda provvederà a fare quanto richiesto». Si tratta di copertura delle vasche. La presenza di idrogeno solforato nell’aria della zona, ha raggiunto un picco nel 2018, dati Arpav alla mano, di 204 microgrammi per metro cubo. L’obiettivo è quello di far calare il più possibile questi livelli, «sicuramente sotto i 150 microgrammi», ha rassicurato Macilotti, anche se «l’inquinamento zero purtroppo non esiste», ha però specificato Giuseppe Castaman, presidente di Medio Chiampo Spa. Proprio la società a capitale pubblico, ha presentato degli importanti investimenti: la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione dell’idrogeno solforato in via Fracanzana a Montebello, che sarà ultimato entro l’anno, per un investimento complessivo di circa 700 mila euro, e il completo rifacimento della centrale di sollevamento di via Lungo Chiampo, sempre a Montebello, che prevede la copertura delle vasche della centrale, con un importante abbattimento degli odori. Questo rifacimento sarà completato entro il primo semestre del 2020 e prevede un investimento totale di circa 1 milione di euro. L’obiettivo successivo di Medio Chiampo, sarà quello di installare lo stesso impianto di depurazione dell’idrogeno solforato di via Fracanzana, ma su scala ridotta, nella centrale di sollevamento. Per verificare l’efficacia degli interventi, l’amministrazione provinciale ha deciso di effettuare ulteriori controlli a partire da novembre, nelle aree residenziali dei due comuni. «Ringraziamo tutti gli enti per la preziosa collaborazione», sono state le parole di Luca Albiero e di Dino Magnabosco, sindaci di Zermeghedo e Montebello, anche loro ieri in Provincia: «Non abbiamo registrato problemi di salute collegati all’idrogeno solforato». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Marini
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