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26.01.2020

«Massaggi a luci rosse» Arrestata la maitresse

Il centro massaggi Thai-House chiuso dai carabinieri dopo l’arresto della donna che lo gestiva.  FADDA
Il centro massaggi Thai-House chiuso dai carabinieri dopo l’arresto della donna che lo gestiva. FADDA

Una “casa chiusa” in pieno centro a Montecchio. È quanto hanno scoperto i carabinieri della tenenza l’altra sera quando sono entrati all’interno dello stabile che si trova in via degli Alberi, all’angolo con via Battisti. I militari dell’Arma tenevano d'occhio da diverso tempo il centro massaggi Thai-House. Si notava da settimane un andirivieni ambiguo, così sono iniziate le prime indagini investigative con appostamenti appositi e servizi mirati, per capire la vera natura dell’attività che veniva effettuata nelle diverse stanze dell’attività. Dall’esterno sembrava un centro massaggi ma il sospetto, poi avvalorato, era che all’interno si facesse di tutto eccetto che shiatsu, trattamenti olistici o massaggi plantari. Trattamenti sicuramente rilassanti ma di tutt’altra natura. In pratica invece che un luogo dove venivano effettuati trattamenti tradizionali, il dubbio concreto era che fosse stato trasformato in un autentico centro a “luci rosse” con sesso a pagamento. Dopo i controlli le manette sono quindi scattate per una cittadina cinese di 36 anni, che gestiva il centro, con l’accusa di sfruttamento della prostituzione e il locale è stato posto sotto sequestro. Durante il blitz serale i carabinieri, coordinati dal comandante della tenenza di via Salvo D’Acquisto, tenente Leonardo Mirto, hanno trovato nel centro altre 5 giovani ragazze tutte di nazionalità asiatica, di cui 4 risultate poi clandestine, e alcuni clienti che sono stati a loro volta identificati. L’udienza di convalida è in programma domani, in base alle risultanze investigative e alle accuse mosse dai militari dell’Arma. Non è la prima volta che al centro massaggi sono state messi i sigilli. Già nel 2012 era stato chiuso per ben due volte nel giro di pochi mesi prima perché i gestori di allora, sempre di nazionalità cinese, avevano aperto i battenti del locale senza alcuna autorizzazione e poi per l'irregolarità nel diploma di un’estetista cinese, diploma rilasciato da un centro di formazione professionale siciliano. L’anno dopo era scattata un’altra chiusura forzata con sigilli ai locali e attività sospesa con sequestro amministrativo dal momento che c’era il sospetto che si svolgessero altre attività illegali o comunque di violazioni di carattere igienico sanitario. Un altro centro massaggi, pochi anni fa, era entrato nel mirino delle forze dell’ordine sempre per prestazioni di carattere sessuale. Il locale che si trovava in via Madonetta, infatti, offriva massaggi ma anche i cosiddetti “happy ending”. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonella Fadda
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