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19.03.2019

Mafie, sono 26 gli immobili confiscati

In Consiglio comunale si è discusso anche di immobili sequestrati alla criminalità organizzata
In Consiglio comunale si è discusso anche di immobili sequestrati alla criminalità organizzata

Criminalità organizzata: a Montecchio Maggiore ci sono 26 immobili confiscati. Un numero considerevole, se si tiene presente che nella vicina Arzignano il loro numero è arrivato a quota 14, di cui più della metà in condizioni tali da non poter prevedere alcun riutilizzo. Quelli presenti a Montecchio sono 13 appartamenti e di 13 tra garage e box per ora gestiti dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati (Anbsc), in attesa di un eventuale interessamento da parte dell’amministrazione comunale per il loro possibile futuro utilizzo. Ed è proprio su questo possibile intervento della giunta castellana che, durante l’ultimo consiglio comunale, sono state chieste spiegazioni in merito all’interessamento municipale. Mattia De Antoni della lista civica “Essere Montecchio - Montecchio Ci Sono” ha presentato un’interrogazione con l’obiettivo di sapere, tra le altre cose, quanti siano gli immobili confiscati alla criminalità in città. Inoltre, è stato chiesto «dove si trovano tali immobili e chi ne deteneva la proprietà» come pure «quale attività malavitosa ne abbia provocato la confisca». Infine, De Antoni ha voluto sapere se «l’Anbsc abbia già manifestato all’amministrazione comunale l’intenzione di trasferire la titolarità di tali beni al patrimonio del Comune, per favorirne il riutilizzo sociale nell’ottica dell’educazione alla legalità e della fruizione condivisa» e se «l’amministrazione comunale intenda sviluppare e adottare un apposito regolamento per la gestione di detti beni confiscati alla criminalità, che ne definisca la destinazione e l’eventuale affidamento e che favorisca lo sviluppo di progettazioni partecipate per un riutilizzo sociale dei beni confiscati nonché di “buone pratiche” di gestione degli stessi». La normativa prevede che gli immobili confiscati siano mantenuti nel patrimonio dello Stato per essere poi trasferiti, «una volta liquidati eventuali creditori e accertata l’assenza di un uso di livello nazionale», per finalità sociali agli enti locali che potranno gestirli direttamente oppure assegnarli in concessione, a titolo gratuito, ad associazioni appartenenti al cosiddetto terzo settore «seguendo le regole della massima trasparenza amministrativa», ha spiegato l’assessore Loris Crocco. È stato lui, in assemblea consiliare, a confermare «la presenza di 26 immobili confiscati a Montecchio Maggiore» e a ipotizzare che «una gran parte degli immobili collocati in città, attualmente gestiti dall’Anbsc, siano stati confiscati in quanto acquistati con proventi illeciti derivanti dallo spaccio di droga», pur riferendo che «nessuna comunicazione ufficiale è arrivata al Comune dall’Agenzia in merito a tali immobili». L’amministrazione comunale ha già presentato una richiesta ufficiale all’Anbsc per poter accedere all’area riservata dell’Agenzia (sul sito internet) così da avere «contatti più diretti», per risalire anche alla provenienza esatta degli immobili. In relazione all’eventuale utilizzo da parte del Comune castellano degli edifici in questione, l’assessore Loris Crocco conferma che «le amministrazioni comunali di Montebello e Arzignano sono già state contattate dalla Prefettura e sono ormai in stato avanzato nelle decisioni da prendere». Ad Arzignano, in particolare, la giunta ha già rinunciato ad acquisire 10 dei 14 immobili - abitazioni, magazzini e negozi - sequestrati alle mafie, poiché in completo degrado o addirittura ancora gravati da ipoteche. Situazione, questa, che risulta essere ben diversa da quella di Montecchio Maggiore dove, invece, è prematura ogni decisione in attesa di una risposta dettagliata da parte dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati alla richiesta già inviata dalla giunta castellana. Sulla necessità di sviluppare un apposito regolamento per la gestione di eventuali beni che potrebbero venire affidati all’amministrazione comunale di Montecchio Maggiore, l’assessore Crocco precisa infine che «non si può non rispondere che affermativamente». Anche perché se effettivamente verranno trasferiti tali immobili «ci si dovrà occupare necessariamente di tali beni» e questo sarà vero «soprattutto in relazione all’uso e alle destinazioni particolari ai quali saranno destinati». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Giancarlo Brunori
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