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19.08.2019

La città incompiuta ora rialza la testa grazie all’ospedale

L’edificio di via Pontesello sta per riprendere la sua identità.  TROGULa palazzina in via degli Alberi resta in attesa di riqualificazione.  TROGU
L’edificio di via Pontesello sta per riprendere la sua identità. TROGULa palazzina in via degli Alberi resta in attesa di riqualificazione. TROGU

La Montecchio “incompiuta” si sta completando, tra luci e ombre. Sarà l’input del nuovo ospedale, sarà il prezzo dei lotti scesi ai minimi storici ma finalmente alcuni condomini, fino a poco tempo fa abbandonati, rinascono a una seconda vita. Fino a un paio di anni fa erano una decina i complessi di edilizia privata iniziati e mai portati a termine. Oggi a Montecchio Maggiore diversi sono stati completati ed altri, invece, attendono compratori. Dopo il fabbricato di viale Trieste e il complesso di appartamenti delle vie Tecchio e Arnaldi, abbandonati per anni e poi rilevati da imprese che ne hanno terminato la costruzione, l’ultima novità riguarda il complesso residenziale accanto al supermercato Interspar, in via Pontesello. Uno stabile, di circa 50 appartamenti, la cui realizzazione non era mai giunta a termine. Per oltre 15 anni il condominio, a causa del fallimento della ditta costruttrice e il conseguente intervento del tribunale, era abbandonato a se stesso. Più volte i residenti della zona avevano segnalato la situazione pericolosa ma non si trovava soluzione. Fino ad ora. «È stata recentemente rilevata da una importante società che sta sistemando e finendo gli appartamenti e anche altri locali che saranno destinati a uffici, negozi o studi - spiega l’assessore all’urbanistica ed edilizia privata, Claudio Meggiolaro -. La costruzione del nuovo ospedale ha dato la spinta affinché il complesso venisse acquistato e che quindi ci fosse una soluzione. La loro intenzione è di completare e quindi realizzare residenze di qualità». E aggiunge: «Era il monumento urbanistico di come una volta si pensava che Montecchio si sarebbe espansa dal punto di vista abitativo - spiega Meggiolaro - e invece il crollo del mattone aveva fatto precipitare il quadro generale. Questo nuovo passo in avanti apre alcune prospettive, potrebbe essere la prima pietra della rivisitazione del quartiere in vista della nuova struttura sanitaria». Un’altra situazione di degrado quasi storica, nel senso che l’abbandono dell’edificio risale a decenni fa, è un palazzo di cinque piani in via degli Alberi. La costruzione risale addirittura agli anni Settanta ma poi la costruzione non proseguì. Alcuni anni fa il Comune riuscì a far intervenire la proprietà per sistemare la recinzione e chiudere le finestre. «Su quell’area c’è un vincolo Peep - prosegue l’assessore -. Rimuovendolo qualcuno potrebbe pensare di acquisirlo, abbattere l’esistente e poi costruire una palazzina di tre piani. Da parte nostra c’è piena disponibilità per accelerare i tempi», aggiunge Meggiolaro. Erano invece iniziati nel 2009, per poi fermarsi due anni dopo, i lavori di ristrutturazione dello storico cinema Astra di viale Stazione ad Alte. Il progetto prevedeva il recupero del vecchio fabbricato con la realizzazione di un complesso di 4 piani che avrebbe ospitato alloggi, uffici e negozi. «Purtroppo anche qui tutto è fermo e nel 2015 è scaduto il permesso di costruire. Da allora nulla è andato avanti. La nostra speranza è che dove ci sono situazioni di fallimento le aste abbiano successo in modo che subentri qualcuno per sbloccare e recuperare», conclude Meggiolaro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonella Fadda
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