La polemica

Il nome del nuovo ponte diventa un caso politico. È lite tra Montecchio e Montorso

Montecchio boccia la proposta di intitolare il ponte della Montorsina a Joseph Freeman. Respinta la proposta lanciata, alcune settimane fa (come riportato dal nostro Giornale), dal sindaco di Montorso, Diego Zaffari, il quale aveva suggerito di dedicare il nuovo ponte costruito dalla Provincia (spesa complessiva pari a 1,6 milioni di euro) al giovane ghanese morto nel 2014, proprio su quel ponte, in un incidente mentre stava andando a lavoro. A togliere ogni speranza è stata, l’altra sera, la commissione consiliare cultura e toponomastica di Montecchio Maggiore che si è riunita anche per discutere le proposte per nominare, in futuro, nuove vie. E la questione del nome ora diventa un vero e proprio caso politico. Da un lato il Comune di Montecchio con un perentorio «No»; dall’altro quello di Montorso, con il sindaco che è pronto a far sentire le sue ragioni in commissione consiliare montecchiana.

Bocciato il nome La questione ponte è stata affrontata a fine riunione quando il vicesindaco Claudio Meggiolaro ha dichiarato: «Al di là delle proposte il ponte risulta essere di Montecchio e non di Montorso ed è questa la commissione che deve decidere un eventuale nome». Claudio Beschin, consigliere della “Lista Trapula”, ha poi fatto un breve excursus. «Esistono, nell’archivio storico, perizie che indicano che il ponte è montecchiano - ha affermato - ad esempio dal 1878 dove sono riportate le spese affrontate dal Comune o anche altre documentazioni dove nei secoli la zona è stata interessata da danni e disastri per lo sfondamento degli argini e i conseguenti lavori di sistemazione. Se si dovesse dare un nome al ponte, io tenderei a recuperare un nome locale collegati alle alluvioni, ai disastri ai rifacimenti nel corso dei secoli. Come si pensa per le vie della città anche qui dovrebbe ricordare il territorio di Montecchio».

Prima sì, poi no L’Amministrazione castellana ha quindi risposto indirettamente alla proposta del primo cittadino Zaffari. Proposta, però, che inizialmente aveva ricevuto un’apertura da parte del sindaco castellano, Gianfranco Trapula, il quale l’aveva definita «meritevole di approfondimento. Si tratterebbe anche di un gesto simbolico e doveroso per ricordare le tante persone che purtroppo, ancora oggi, perdono la vita sul lavoro», come dichiarato al nostro Giornale. Ed era stato lo stesso Trapula aveva detto che sarebbe stata l’apposita commissione consiliare castellana ad affrontare il tema.

Richiesta di audizione «Sappiamo bene che il ponte è nel territorio di Montecchio - è la risposta di Zaffari - e la mia era solamente una proposta perché è a causa della morte di Joseph Freeman che poi è partita la richiesta alla Provincia dei sindaci di allora, Milena Cecchetto e Antonio Tonello, di sistemare il ponte. Vorrei spiegare alla commissione i motivi per cui ho proposto il nome di quel lavoratore: chiedo, quindi, di essere ascoltato dai commissari castellani per illustrare le motivazioni che mi hanno spinto a proporre una tale intitolazione».

La tragedia Erano le 6.30 del 26 novembre 2014 quando Freeman, che ogni giorno arrivava in bicicletta da Vicenza dove abitava, fu urtato da un furgone mentre percorreva proprio quel ponte sul fiume Guà che ora è stato rifatto dalla Provincia con una spesa di 1,6 milioni e da poco inaugurato. In quell'incidente Freeman, sbalzato dal sellino, era precipitato nel fiume. Nonostante i soccorsi tempestivi, anche dello stesso conducente, per il ghanese, molto stimato dai colleghi e dai datori di lavoro di una ditta di Montorso, non c'era stato niente da fare.

Antonella Fadda