Montecchio Maggiore

Mamma di 21 anni assassinata. Il killer scappa e poi si uccide

Femminicidio a Montecchio (Foto Trogu)

Un solo colpo al volto, sparato da vicino, senza possibilità di scampo. È l'ennesimo femminicidio, il secondo in cinque giorni nel Vicentino, che ha spento a Montecchio Maggiore la vita di Alessandra Zorzin, una ragazza di 21 anni, sposata e madre di una bimba di due.

In serata il killer è stato intercettato dalla polizia in città e si è tolto la vita. L’omicida è il 37enne padovano Marco Turrin, residente a Vigodarzene, guardia giurata. Sull’uomo si era da subito concentrata l’attenzione dei carabinieri, che sin dalle prime battute avevano acquisito nei suoi confronti numerosi indizi. Immediatamente erano scattate le ricerche del sospettato, che nel frattempo aveva fatto perdere le sue tracce, allontanandosi a bordo della propria autovettura. Nel corso della giornata era stato più volte individuato il suo passaggio in provincia di Vicenza e in altre zone limitrofe, senza però che le numerose pattuglie riuscissero ad intercettarlo. In serata, l’autovettura è stata rilevata nuovamente in provincia, nella zona di Creazzo. L’auto è stata notata nella zona di Vicenza Ovest da due pattuglie dei carabinieri e della polizia, che stava collaborando nelle ricerche del sospettato. Alla vista delle pattuglie Turrin, sentendosi ormai in trappola, si è sparato all’interno dell’autovettura. Immediatamente soccorso, nonostante i tentativi di rianimazione del personale sanitario, è morto poco dopo.

IL DELITTO. In base alla ricostruzione dei carabinieri dopo il delitto con tutta calma l'uomo è uscito dalla casa, è risalito nell’auto che aveva lasciato nel piazzale antistante l’abitazione nella frazione Valdimolino e si è dato alla fuga. L’ipotesi è che dietro la morte della giovane ci possa essere un movente passionale. Ad incrociarne lo sguardo dell’assassino dopo l’omicidio è stata la titolare della trattoria appena sotto la contrada.

LA TESTIMONIANZA. «L’ho visto andare via, camminava con andatura normale, non di fretta - racconta - come se nulla fosse accaduto». Sono le 11 di mattina quando Alessandra apre la porta al suo assassino: lei è sola, non è andata nel negozio di parrucchiere di Vicenza dove lavora e la figlia è al nido. È un incontro abituale, riferiscono i vicini, una presenza maschile diventata da qualche tempo particolarmente assidua. Ma qualcosa in quella visita non segue il solito copione, i vicini sentono prima le urla di un litigio poi un rumore sordo che definiscono «inquietante».

L'ALLARME. È proprio il presagio che possa essere accaduto qualcosa di brutto a spingere chi vive accanto a suonare invano il campanello di Alessandra. Mentre la vettura dell’assassino prende la via della fuga. I vicini cercano allora il marito, Marco Ghiotto, l’unico ad avere le chiavi di casa. Sta pranzando con i suoi genitori, apre la porta e fa la macabra scoperta. La moglie è stesa nel letto della camera, il volto devastato da un colpo di pistola. È l’uomo a far intervenire i carabinieri, ad attendere l’arrivo del pm Luigi Salvadori e a rispondere a tutte le domande degli investigatori.

LA VITTIMA. Sposati da tempo, Alessandra e il marito vivevano da un anno e mezzo a Montecchio Maggiore. Delle loro vita familiare resta traccia nei tanti post sui social della ragazza, dedicati quasi esclusivamente alla figlia, che appare anche nella sua copertina di Facebook. Quanto accaduto oggi ha destato particolare impressione
perché segue solo di cinque giorni il femminicidio di un’altra donna, Rita Amenze, freddata a colpi di pistola dal marito Pierangelo Pellizzari nel parcheggio dell’azienda di Noventa Vicentina dove la donna lavorava. «Gli abitanti di Valdimolino sono sconvolti. Si tratta di una comunità molto tranquilla e nessuno sa spiegare questo terribile gesto - afferma il sindaco di Montecchio Gianfranco Trapula - ancora una volta, purtroppo, ai danni di una giovane donna e giovane mamma».  

FEMMINICIDIO A MONTECCHIO (QUI IL VIDEO)

 

 

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