Montecchio Maggiore

Dieci “svastiche” russe sulla casa degli ucraini. «Vigliacchi, ho pianto»

«Quando ho visto le zeta tracciate con lo spray sotto le bandiere della mia patria, prima mi è mancato il respiro, mi sono quasi sentita male. Poi ho iniziato a piangere. Non per la paura ma per la rabbia perché davvero c’è chi non capisce cosa accade in Ucraina». 
Ha ancora la tristezza e lo sconforto negli occhi Olena, la montecchiana di origini ucraine che vive in via De Gasperi nella città castellana. Nella notte fra sabato e domenica scorsi, sotto le finestre dove aveva posizionato la bandiera giallo-blu dell’Ucraina, è apparsa una decina di lettere “Z” simbolo della vittoria che è disegnata sui mezzi militari russi durante l’invasione.

 

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Il dolore «Domenica mattina, prima di andare a lavoro, ho portato fuori il cane per una passeggiata - racconta Olena - ma solo quando sono rientrata mi sono accorta di quello scempio. È stato come scrivere una svastica davanti alla casa di ebrei». Un colpo al cuore e poi amarezza e incredulità per chi vive la paura e la profonda preoccupazione ogni giorno. «Mia madre, le mie due sorelle e miei nipoti vivono vicino a Kiev - aggiunge - in una zona che è stata già bombardata e dove sono arrivati anche missili provenienti dalla Bielorussia. Volevo far venire qui mia madre ma lei è una vera patriota ma mi ha detto che se deve morire morirà con il popolo ucraino». Olena vive a Montecchio da quasi 20 anni, ha sposato un italiano e con lui ha creato una famiglia unita e laboriosa. «Vorrei davvero che le persone capissero cosa sta accadendo: i morti, i bombardamenti, le fughe disperate e i profughi sono tutti veri, non è propaganda - aggiunge -. Più che vedere le zeta avrei preferito una parolaccia, un insulto ma non quel simbolo. Secondo me non si tratta di una stupidaggine fatta da qualche ragazzo ma di un atto deliberato di chi crede davvero nella zeta e in tutto quello che questa lettera simboleggia. Ma non mi spaventa: ho messo sulle mie finestre una seconda bandiera ucraina».

Lo sdegno Condanna per l’azione e solidarietà alla famiglia da parte del sindaco, Gianfranco Trapula: «Un gesto da condannare con forza e che non rappresenta nemmeno lontanamente il sentire della comunità di Montecchio, né dell’Amministrazione comunale. Fin dai primi giorni di questa guerra ci siamo attivati per dare aiuto e accogliere i cittadini ucraini in fuga dal loro paese, e questo continueremo a fare». E aggiunge: «Lascia basiti constatare l’esistenza di queste posizioni francamente incomprensibili e dispiace per la totale mancanza di rispetto nei confronti di chi invece in questo momento sta soffrendo. Esprimo a nome di tutta la città la nostra vicinanza alla famiglia che risiede nello stabile preso di mira». Dell’accaduto sono già state informati i carabinieri ed è stata inviata anche una segnalazione in Procura. «Un gesto di stupidità e inciviltà ingiustificabili. Se qualche residente o passante ha visto qualcosa, si rivolga alle autorità affinché i responsabili vengano rintracciati e puniti»: a dirlo è il consigliere regionale Milena Cecchetto. «Episodi come questi sono un insulto per tutti i cittadini del nostro Comune - aggiunge -. Qualche idiota, perché non si può definirlo altrimenti, ha imbrattato tutta la base del palazzo in cui questa donna vive con la famiglia. Montecchio è conosciuta per solidarietà e accoglienza questo gesto è sintomo di stupidità, inciviltà e ignoranza, oltre che cattiveria. Spero che i responsabili vengano individuati e denunciati e spero che la punizione sia esemplare oltre a far loro ripulire gli imbrattamenti».

 

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Antonella Fadda