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22.09.2019

Via le macerie, la Isello rialza la testa

Ciò che resta del capannone della Isello Vernici con le carcasse delle auto parcheggiate.  BERTOZZOSi salveranno solo gli uffici.  I.BER.
Ciò che resta del capannone della Isello Vernici con le carcasse delle auto parcheggiate. BERTOZZOSi salveranno solo gli uffici. I.BER.

«Una buona notizia: è ufficialmente aperto il cantiere per la demolizione e poi lo smaltimento di ciò che resta dell’azienda, e per noi è un grande risultato». È la stessa Marina Isello, figlia di Corrado, a dare l'annuncio. Ad oltre due mesi e mezzo dal devastante incendio che lo scorso primo luglio ha distrutto quasi interamente la Isello Vernici, in via Orna a Brendola, sono iniziate le operazioni di sgombero delle macerie. Nel tono di Marina Isello traspare il desiderio che qualcosa inizi, senza dimenticare cosa dimostrano quelle macerie. «Vedere andare letteralmente andare in fumo praticamente in un’ora sessant’anni di lavoro, quel giorno, e adesso eliminare tutto quel che resta, è doloroso, ma è un passo avanti verso la ripresa». La manager in questi mesi, dopo il rogo all’azienda fondata dal padre Corrado, assieme ai suoi famigliari impegnati nella Isello Vernici, non ha mai mollato. «In agosto tutto fermo, uffici chiusi, ditte in ferie, ma ora siamo partiti e nel giro di un paio di mesi, se tutto procede come previsto, pensiamo di smaltire tutto, e chiudere il discorso ambientale - prosegue Marina Isello -. Dal 9 agosto abbiamo in carico l’area per quanto riguarda il possibile inquinamento dei corsi d’acqua sottostanti, controllando i sigilli messi e monitoriamo il sito facendo pervenire ad Arpav e Comune un report sulla situazione, che è sicura. Verrà raso al suolo e portato via tutto. Resterà solo la palazzina degli uffici che non era stata compromessa dall’incendio, e penso che dopo sembrerà un campo da calcio tanto è vasta l’area». E in merito alla ripresa spiega che «è tutto in fase di definizione. Siamo in contatto con il sindaco e definiremo il da farsi una volta sgomberata l’area. Faremo di tutto per rialzarci». «A metà agosto hanno consegnato i documenti per lo smaltimento e ad inizio settembre la pratica per l’abbattimento - spiega il sindaco Bruno Beltrame -. Essendo l’area sul Fiumicello era necessario passare per la Soprintendenza che ha dato l’ok, come la procura che ha dissequestrato l’area e ora possono partire. Ci siamo incontrati e abbiamo analizzato la situazione. Mi presenteranno un’analisi ambientale e le loro idee per il futuro con un cronoprogramma e cercheremo un accordo. C’è, da parte della cittadinanza, un generale malessere per questa vicenda, ma domande dirette in Comune non ne sono arrivate. La gente si chiede come sia stato possibile autorizzare un’azienda in quel punto, con tre corsi d’acqua che passano sotto, e anche l’azienda ha capito che il sito è inopportuno. L’idea è quella di ripartire dall’Hydra per qualche anno, poi spostarsi perché lì è difficile riprendere l’attività di prima - prosegue Beltrame -. Devo tutelare la cittadinanza. È necessario risanare il danno ed evitare danni futuri. È una questione urbanistica e ambientale, l’azienda com’era prima no. Potrebbe diventare una zona commerciale e loro spostarsi in altro sito per la produzione. La ditta va aiutata, ma ci dobbiamo venire incontro». Nello stabile contiguo, nell’ex sede Hydra, sempre di proprietà Isello, dove l’azienda contava, prima dell’incendio, di ampliarsi, proseguono i lavori: «Stiamo predisponendo per fare una piccola produzione, come avevamo già in mente di fare», spiega Marina Isello. A lavorarci intanto i quattro dipendenti non coinvolti nella cassa integrazione: «Abbiamo in servizio questi dipendenti più una persona che ci sta aiutando con la documentazione, gli altri al momento sono ancora in cassa integrazione. Qualcuno ha fatto altre scelte, ci dispiace, ma comprendiamo. Noi confidiamo di ripartire anche per ridare il lavoro a chi è rimasto con noi». E gli Isello? «I momenti di sconforto ci sono - chiude la manager -. Si impara a superare e convivere. Sessant’anni non possono svanire così». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Isabella Bertozzo
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