CHIUDI
CHIUDI

09.07.2019

L’acqua del fiume torna inquinata Irrigazione vietata

Con la pioggia dell’altro giorno è tornato il problema dell’inquinamento delle acque del Fiumicello e il sindaco di Brendola, con un’ordinanza, ha vietato nuovamente l’irrigazione e l’abbeveramento del bestiame utilizzando il corso d’acqua. Intanto, «a seguito del nulla osta del magistrato» concesso ieri dopo un summit in municipio, «sono state effettuate le prime azioni di messa in sicurezza del sito, finalizzate a evitare immissioni di acque di dilavamento e spegnimento incendio nei corsi d’acqua superficiali presenti - conferma il sindaco Bruno Beltrame -. In particolare sono state sigillate quattro immissioni dirette con l’utilizzo di palloni gonfiabili e materiale schiumogeno riempitivo. Successivamente sono stati riposti i sigilli dalla Pg delegata». Questa mattina i lavori di messa in sicurezza «dovranno proseguire a cura della ditta e dovranno essere rimossi i rifiuti liquidi presenti nelle vasche di contenimento e nei piazzali e i rifiuti solidi ancora presenti». Ieri mattina è stato «ricostruito e potenziato lo sbarramento sul corso d’acqua Fiumicello Brendola a valle dell’azienda che ha permesso di proseguire durante tutta la giornata le operazioni di prelievo d’acqua e scarico in fognatura così come autorizzato dalla Provincia e dal prefetto». Con il temporale di domenica è giunta intorno alle 17 l’ondata di piena delle acque da Montecchio Maggiore condotte dal Signolo e dal Signoletto al Fiumicello, che «ha superato lo sbarramento costruito per impedire che le acque proseguissero il loro corso - spiega il sindaco -. Nel contempo la pioggia ha nuovamente dilavato l’area della Isello e quando è arrivata l’ondata da Montecchio, l’acqua ha scavalcato portando con sé anche le sostanze inquinanti». L’area dove è stata costruita la Isello si trova esattamente «sopra al punto in cui confluiscono i due corsi d’acqua, Signolo e Signoletto, e da quel punto nasce il Fiumicello Brendola che si vede tra le aziende Matex ed Omesa. Appena sotto il ponte è stata realizzata la diga di contenimento da cui si preleva l’acqua che dilava quando piove per portarla al depuratore». Domenica con il personale del Consorzio di Alta Pianura Veneta la diga è stata ripristinata con grandi sacchi di sabbia, intervento conclusosi verso del 2 del mattino. E ieri il personale era di nuovo attivo per rinforzare e consolidare lo sbarramento. All’incontro di ieri in municipi c’erano i rappresentanti di Regione, Arpav, Ulss, Acque del Chiampo e Protezione civile, vari sindaci, Consorzio Apv, Provincia di Vicenza e quella di Verona nonché i proprietari della ditta Isello. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Isabella Bertozzo
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1