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08.11.2019

Crollato il muro della Villa Vescova

Il consistente crollo della parte di muro di sostegno del cortile di Villa Vescova.  FOTO BERTOZZO
Il consistente crollo della parte di muro di sostegno del cortile di Villa Vescova. FOTO BERTOZZO

Crollata una parte del muro a sostegno del cortile antistante Villa Vescova, a Brendola. Giù una ventina di metri. La frana ha trascinato con sé parte dello spiazzo e della recinzione. Nessun ferito, ma il danno è ingente. Mercoledì gli ospiti della Villa si sono accorti, verso le 20, che era franata la parte di muro adiacente i loro alloggi nella zona antistante l’ex dimora del vescovo emerito Pietro Nonis. Cinque le persone nell’appartamento al piano terra e il custode al primo piano. «I sei ospiti sono stati spostati in un’altra zona della villa a scopo precauzionale», spiegano i vertici di Caritas. «Sono stato avvisato da don Enrico Pajarin direttore della Caritas di Vicenza - dice il sindaco Bruno Beltrame -. Si tratta di una frana che ha coinvolto una proprietà privata e ci siamo coadiuvati per l’iter da seguire. Ho sollecitato la copertura dell’area con teli, per evitare che le prossime piogge possano peggiorare la situazione, e una perizia da parte di un geologo per chiarire se ci sono danni agli stabili e valutare l’agibilità della struttura». Molti i curiosi accorsi ieri per vedere l’accaduto perché la Villa, nonostante fosse da svariati decenni di proprietà privata, è un luogo particolarmente caro ai brendolani. Lo stabile, di proprietà della Curia vescovile vicentina, ha chiuso i battenti pochi mesi dopo la scomparsa del vescovo Nonis avvenuta il 15 luglio 2014, per riaprirli, dopo alcuni lavori di manutenzione, nel luglio scorso. La Villa è stata affidata alla Caritas diocesana e gestita direttamente dall’associazione Diakonia, braccio operativo di Caritas, in partenariato con diverse realtà fra le quali le Fondazioni Caritas Vicenza, Esodo e Pietro Giacomo Nonis e il Comune di Brendola. Il progetto, con finalità sociali, culturali e turistiche, è quello di renderla uno spazio di inclusione sociale, un luogo di cultura, un centro di educazione e formazione alla legalità e un sito di produzione orticola a servizio della Casa. Nei mesi scorsi le attività avevano preso l’avvio con l’arrivo dei primi ospiti, persone sottoposte a misura alternativa al carcere o ex detenute, e di un custode: abitano stabilmente gli alloggi appositamente predisposti. Nel corpo centrale della villa e nell’ex biblioteca del vescovo Nonis sono stati organizzati alcuni eventi aperti al pubblico. «Attendiamo la relazione del geologo per capire le cause, ma ad aver provocato quanto accaduto ha sicuramente contributo la vetustà del manufatto assieme alle infiltrazioni d’acqua e agli sbalzi termici - commenta don Pajarin -. Dispiace che sia avvenuto ora che siamo partiti con questo importante progetto di inclusione, ma ci impegnamo per ripristinare il prima possibile il tratto franato e per restituire tutti gli spazi alle persone che ospitiamo e alla collettività». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Isabella Bertozzo
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