La grande opera

Variante Sp46: Vicenza frena, gli altri Comuni tirano dritto

La bretella dell’Albera è il tratto cittadino della variante alla Sp46: ora si discute del resto del tracciato
La bretella dell’Albera è il tratto cittadino della variante alla Sp46: ora si discute del resto del tracciato
La bretella dell’Albera è il tratto cittadino della variante alla Sp46: ora si discute del resto del tracciato
La bretella dell’Albera è il tratto cittadino della variante alla Sp46: ora si discute del resto del tracciato

Vicenza frena sulla variante alla Sp46, ma la Provincia e gli altri sindaci tirano dritto. Nell’ultima assemblea dei primi cittadini dei Comuni interessati dal passaggio della bretella, il vicesindaco del capoluogo berico Matteo Celebron ha chiesto uno studio di area vasta sull’opera. Il timore sarebbe legato ad un accumulo di traffico alle porte della città del Palladio. La questione ha sollevato un acceso dibattito. 

La richiesta Non sono mancati i momenti di tensione, mercoledì scorso, alla riunione dei sindaci nella quale è stato illustrato lo studio delle alternative, in sostanza il documento che mette sul tavolo tutti i possibili scenari relativi all’opera che avrà il compito di sgravare dal traffico la “Pasubio”. Un’infrastruttura da 150 milioni di euro, che correrà da Costabissara a Torrebelvicino. Alla riunione erano presenti il consigliere provinciale con delega alle grandi infrastrutture e sindaco di Schio Valter Orsi, la vicepresidente della Provincia e vicesindaco di Costabissara Maria Cristina Franco, i primi cittadini di Isola Vicentina, Malo, San Vito di Leguzzano e Torrebelvicino. Amministratori che, salvo qualche scossone, hanno dimostrato una certa unità d’intenti in merito all’opera. Nell’ultima riunione, però, a sollevare una questione inedita è il vicesindaco di Vicenza Matteo Celebron. «Abbiamo chiesto che ci sia uno studio di area vasta - ha spiegato ieri Celebron -. La valutazione non può essere fatta comune per comune sul progetto di un’opera di 30 chilometri. Devono essere fatte tutte le valutazioni del caso, anche riguardanti l’impatto ambientale». Il timore sarebbe un accumulo del traffico alle porte della città, anche dopo il completamento della Superstrada Pedemontana Veneta. 

Le reazioni I dubbi del capoluogo hanno suscitato la reazione di Costabissara, che da sempre spinge sull’opera per risolvere l’annoso problema del traffico nella frazione di Motta. Non sono mancate le scintille tra gli amministratori dei due Comuni. «Andiamo avanti per la nostra strada, siamo determinati - ha spiegato ieri Maria Cristina Franco -. Il problema del traffico alle porte di Vicenza non c’è, ci sono delle possibilità per sviare il traffico da quella zona». Nel dibattito anche suggestioni politiche, come è inevitabile che sia per un progetto che accomuna tanti sindaci, anche di schieramenti diversi. A fare da paciere, gettando acqua sul fuoco per far calare la temperatura della discussione, è il sindaco scledense Orsi, che come consigliere provinciale sta supervisionando l’opera, cercando di trovare una sintesi tra le diverse sensibilità. «Il Comune di Vicenza ha chiesto giustamente uno studio sul dirottamento del traffico sulla città - sottolinea Orsi -. Loro stanno vivendo un momento particolare con questa brutta vicenda della bretella che Anas sta gestendo in maniera precaria. In ogni caso, non sono stati messi in discussione la validità dell’opera nè il lavoro fatto fino ad oggi. I sindaci hanno dimostrato grande serietà; poi ci possono essere scambi accesi, ma le visioni espresse non sono distanti e questo sta nell’ottica del volersi incontrare. Per l’opera si può anche pensare ad una doppia velocità, facendo un passo in avanti per alcune aree e considerando altri approfondimenti per altre, proprio perché non si tratta di una viabilità comunale. È importante comunque che le visioni e le posizioni delle singole amministrazioni vengano espresse: sarebbe sbagliato non dirci le cose, perché verrebbero a crearsi degli intoppi; in questo modo, invece, i passi futuri potranno essere più concreti».  

Matteo Carollo