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23.04.2019

Uccise la moglie in auto, a processo

La tragedia avvenne il 19 luglio dell’anno scorso nel piazzale di un negozio a CreazzoGiovanni Zarantonello, 85 anni, e la moglie Teodolina Pellizzari, 79
La tragedia avvenne il 19 luglio dell’anno scorso nel piazzale di un negozio a CreazzoGiovanni Zarantonello, 85 anni, e la moglie Teodolina Pellizzari, 79

Dopo l’incredibile tragedia, è arrivato il momento del processo. Il pubblico ministero Pipeschi ha infatti chiesto il rinvio a giudizio di Giovanni Zarantonello, 85 anni, di Trissino, che è accusato dell’omicidio colposo della moglie, Teodolinda Pellizzari, 79. La tragedia avvenne nel luglio dello scorso anno a Creazzo; il marito, che stava facendo manovra, aveva investito con l’auto la moglie, davanti agli occhi di una nipote, e la pensionata era morta sul colpo. Oltre al dolore lancinante, per il pensionato si aprirà ora la fase processuale. L’udienza preliminare, in programma nei giorni scorsi davanti al giudice Gerace, è stata rinviata alle prossime settimane. L’incidente aveva sconvolto l’esistenza di una famiglia stimata e assai conosciuta a Trissino, dove la coppia abitava in via Dante. I due coniugi, insieme con una nipote, da Trissino avevano deciso di recarsi a Creazzo per acquistare dei capi di abbigliamento in un negozio che si trova in viale Italia. Dopo aver parcheggiato l’auto, una Honda Crv con cambio automatico, nonna e nipote erano entrate nel punto vendita mentre Zarantonello era rimasto in auto, al posto di guida, ad aspettarle. Erano da poco passate le 18.30 quando le due donne erano uscite dal negozio e attendevano sul marciapiede. A quel punto Zarantonello, insegnante e giudice di pace in pensione, aveva messo in moto la vettura e si era apprestato ad uscire dal posteggio. In base a quanto ricostruito dalla procura, che aveva coordinato i rilievi degli agenti della polizia locale Unione dei Comuni Terre del Retrone, mentre il pensionato stava retrocedendo per uscire dal parcheggio, avrebbe improvvisamente perso il controllo della Honda. L’auto avrebbe accelerato, forse per un guasto meccanico, o per un errore nella manovra di inserimento del cambio automatico, travolgendo Teodolinda Pellizzaro, caduta a terra, gravemente ferita. In preda allo shock a quel punto il marito sarebbe andato avanti travolgendola una seconda volta. La pensionata era stata subito soccorsa dalla nipote e da altri passanti che avevano dato l’allarme al 118. Era arrivata d’urgenza un’ambulanza del Suem, ma per Linda, casalinga in pensione e madre di due figli, non c’era stato nulla da fare. La notizia aveva suscitato dolore ed incredulità a Trissino, dove anche le famiglie dei figli Davide e Claudio (in passato assessore) sono conosciute e stimate. Giovanni, che era molto impegnato anche con le attività benefiche del Rotary era stato a lungo sotto shock per la tragedia in cui aveva perso la moglie, nota come Linda, descritta come il pilastro della famiglia, molto attiva in parrocchia, generosa e disponibile. Erano sposati da 60 anni e mai il marito avrebbe immaginato un dramma del genere. La procura, al termine dell’inchiesta, ha ritenuto che il pensionato debba essere processato. Non è escluso che la difesa possa chiedere un rito alternativo, per ridurre i tempi di un eventuale dibattimento. Ma in aula resta da capire il ruolo che ha avuto nella tragedia il cambio automatico. Se ne discuterà davanti al giudice. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Diego Neri
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