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18.05.2019

Tav, no di Lerino alla centrale elettrica

L’illustrazione del progetto che vedrebbe la realizzazione della sottostazione vicino all’abitato.   M.M.
L’illustrazione del progetto che vedrebbe la realizzazione della sottostazione vicino all’abitato. M.M.

È un “no” secco e che non ammette repliche quello dei residenti di via Marco Polo, quartiere di Lerino, che alcune sere fa si sono riuniti per esprimere la propria contrarietà in merito all’installazione di una sottostazione elettrica e di un mega cantiere che, secondo il progetto di Rfi - Italferr, dovrebbero sorgere a ridosso della zona residenziale quartesolana, nell’ambito del futuro passaggio dell’alta velocità. In una sala “Coniugi Fosser” piena in ogni ordine di posto, Gianluca Ghirigatto, già consigliere comunale, residente in via Marco Polo, nonché organizzatore della serata, ha fatto il punto della situazione in merito al progetto delle ferrovie italiane, assieme a Maurizio Schiavo, ingegnere e consigliere di minoranza del gruppo Torri città unita. «Gli obiettivi dell’assemblea erano di dare agli abitanti di Lerino informazioni corrette sull'impatto della nuova sottostazione - spiega Ghirigatto -, informarli dell'esistenza di una seria e ponderata alternativa progettuale da sottoporre con forza ai progettisti di Rfi, e affermare che la salute di un’intera frazione è motivo più che valido per sacrificare uno, dei tanti, coni visuali di una villa storica». Il riferimento è al progetto alternativo presentato dal Comune e redatto in collaborazione con il consigliere Schiavo, che prevede lo spostamento della sottostazione e del cantiere in via Fornaci: un progetto che la commissione Via e il Ministero dell’ambiente non hanno per ora preso in considerazione, a causa anche del previsto spostamento di un elettrodotto all’interno del cono visuale di una villa di Grumolo delle Abbadesse, protetta dal contesto figurativo delle ville venete. «Il nostro progetto resta valido - ha spiegato Schiavo -, l’elettrodotto che vogliamo spostare sarà infatti molto lontano dalla villa. Abbiamo comunque una proposta alternativa che prevede la linea interrata, più costoso ma meno invasivo». Durante l’incontro, non sono mancate le perplessità da parte dei residenti della zona: «La villa? Non ce ne frega niente. Può essere fatta una deroga per quel vincolo», ha tuonato uno dei presenti. «La salute dei cittadini è più importante di un muro», ha rincarato un altro residente. Sulla questione sono poi intervenuti anche i tre candidati sindaco di Torri. «La sottostazione non deve essere fatta vicino a via Marco Polo - ha ribadito Ernesto Ferretto, primo cittadino in carica e candidato con la lista Torri nel cuore -. Le nostre proposte alternative sono concrete, se ad Rfi non vanno bene chiediamo allora delle controproposte». Invita ad unire le forze, invece, Diego Marchioro, ex sindaco e candidato della lista Torri città unita: «La comunità di Torri deve esprimersi in maniera unitaria. Perché ora c’è il problema della sottostazione, ma in futuro se ne presenteranno altri». Più fuori dal coro Mauro Fabbiani, consigliere di minoranza dei Cinque stelle e candidato con la lista Rinnova Torri: «È stata persa un’occasione con la commissione Via - le sue parole -. Secondo me ormai è tardi, perché la proposta è stata bocciata». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Marini
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