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21.04.2019

«Pronti otto milioni per la bonifica»

La sede dell’azienda Unichimica a Torri di Quartesolo interessata da un inquinamento.   COLORFOTOL’ingresso dell’azienda chimica
La sede dell’azienda Unichimica a Torri di Quartesolo interessata da un inquinamento. COLORFOTOL’ingresso dell’azienda chimica

«Siamo pronti a mettere sul piatto anche 7-8 milioni di euro, se sarà necessario bonificare tutto il sito». Alberto Filippi, titolare di Unichimica, non si tira indietro, anzi. Dopo l’indagine ambientale effettuata dall’azienda su indicazioni di Arpav che ha rilevato la presenza di sostanze inquinanti oltre la soglia consentita nel sito della ditta, l’imprenditore prova a gettare lo sguardo ai prossimi mesi. «La reale entità ed estensione della contaminazione la sapremo solo una volta che sarà effettuato il piano di caratterizzazione dell’area», ovvero un’indagine dettagliata, coordinata da Arpav che andrà a scattare una fotografia precisa dello stato del suolo e delle acque sotterranee. Solo dopo il piano di caratterizzazione sarà possibile l’analisi del rischio, ovvero la procedura che determinerà che tipo di intervento sarà necessario per eliminare la contaminazione: delle misure contenitive che impediscano agli agenti di diffondersi o la bonifica del terreno. L’indagine ambientale, come comunicato dalla stessa azienda a Comune, Arpav, Provincia e Prefettura, ha rilevato la presenza di alcune sostanze nel suolo e nelle acque sotterranee (non destinate al consumo), tra cui cloruro di vinile, tricloroetilene, tetracloroetilene e altri idrocarburi pesanti. «Sono molto ottimista sulla bonifica - afferma Filippi -. Si tratterà concretamente di scavare e portare via le porzioni di suolo contaminato. L’area comprende complessivamente 34 mila metri quadrati di superficie, se per bonificarla tutta saranno necessari 7 o 8 milioni di euro, li metteremo». Unichimica ha sede a Torri di Quartesolo dal 1968, da prima, quindi, che lo sviluppo urbano del comune inglobasse, di fatto, l’azienda nel centro del paese. Sottoposta ai controlli e alle verifiche previste dalla legge Seveso, Unichimica commercia prodotti chimici di base, in particolare per il settore della concia. «In tutti questi anni è possibile che nel suolo si siano accumulati prodotti chimici che un tempo venivano commerciati e che ora non hanno più mercato, come la trielina o il cloruro di vinile - afferma Filippi -, pertanto i valori riscontrati sono comprensibili. Non è detto però che tutta la contaminazione derivi esclusivamente dall’attività di Unichimica, anzi. La contaminazione del suolo può essere dovuta al terreno da riporto utilizzato durante attività di scavo, oppure, per quanto riguarda le acque, anche un semplice sversamento di una tanica da tre litri di trielina può aver sballato i dati. Avremo la certezza di quello che c’è quando sarà completato il piano di caratterizzazione. Intanto posso assicurare che il terreno è bonificabile». Da quando la vicenda è iniziata, ovvero da un sopralluogo di Arpav avvenuto nello scorso agosto, «Unichimica ha lavorato fianco a fianco con le istituzioni, in un clima di totale collaborazione sia da una parte che dall’altra - conclude Alberto Filippi -. Non ci siamo mai trovati in contrapposizione, né con Arpav né con il Comune, che ha seguito costantemente la vicenda». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Frison
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