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24.06.2019

Nipote violentato, processo da rifare

Il tribunale di Vicenza in primo grado aveva assolto entrambi i nonni
Il tribunale di Vicenza in primo grado aveva assolto entrambi i nonni

Una vicenda controversa e angosciante che l’altro giorno, con la sentenza della Cassazione che ha ordinato di ripetere il processo di appello chiuso con una condanna a 6 anni dopo una prima assoluzione del tribunale di Vicenza, ha esaurito un altro capitolo senza però chiudersi. Non ancora. La storia è quella che ha visto finire al centro di un’inchiesta della procura e poi del processo che ne è seguito due nonni di Grisignano. Entrambi accusati di avere violentato il nipotino di 4 anni, figlio della loro figlia. La vicenda risale al 2007, quando il bimbo rimase per alcuni giorni dai nonni mentre mamma e papà sono in viaggio di nozze. L’anno seguente però partono le indagini dell’Ufficio minori della questura dopo che la mamma del ragazzino denuncia gli abusi che il figlio avrebbe subito da entrambi i nonni proprio nel periodo in cui è rimasto a casa loro. Il piccolo, ascoltato in audizione protetta ripete quanto detto ai genitori. La procura, tramite il pm Barbara De Munari apre un fascicolo. I nonni, all’epoca entrambi 50enni, finiscono a processo. Che nell’ottobre 2011 finisce con l’assoluzione di entrambi, difesi dall’avvocato Andrea Balbo. Il pubblico ministero, che aveva chiesto l’assoluzione della nonna; per il nonno aveva invece sollecitato una pena di 8 anni di reclusione. I genitori del bimbo, costituitisi parti civili con gli avvocati Rosanna Pasqualini e Claudia Tessarin, avevano chiesto 300 mila euro di danni. Dopo la sentenza del tribunale collegiale però, procura e parti civili decidono di ricorrere alla Corte di Appello. Nel frattempo la famiglia si sfascia. La nonna del ragazzino (ora 14enne) viene a mancare. I genitori invece si separano. Ma il caso non si ferma. E lo scorso anno, dopo sette anni dal processo di primo grado la Corte d’Appello di Venezia condanna il nonno del bambino a sei anni di carcere ribaltando così la sentenza di assoluzione pronunciata in primo grado. I colpi di scena però non finiscono perché proprio quando il nonno del ragazzino si stava preparando per andare in cella, un paio di giorni fa, arriva la sentenza della Cassazione, a cui si era rivolto l’avvocato Balbo assieme al collega padovano Giovanni Gentilini, che spariglia nuovamente le carte stabilendo che il processo di appello deve essere rifatto davanti a un’altra sezione della Corte. «Siamo di fronte a un passo decisivo nel riconoscimento della piena innocenza del nostro assistito - osserva l’avvocato Balbo -. E questo dopo anni di graticola giudiziaria». Nei prossimi giorni arriveranno anche i motivi della decisione con cui la Suprema corte ha annullato la sentenza di appello. Nel loro ricorso gli avvocati Balbo e Gentilini avevano evidenziato come non fosse stato preso in considerazione nessun elemento della loro memoria difensiva; e come, tranne il nipote, presunta vittima, non fossero stati risentiti anche gli altri testimoni della drammatica vicenda apertasi ormai più di dieci anni fa. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Matteo Bernardini
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