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25.04.2019

Niente elettrodotto tra le ville venete

La zona di villa Chiericati Da Porto Rigo dove era stato pensato il passaggio dell’elettrodotto.   A.FR.Un treno ad alta velocità
La zona di villa Chiericati Da Porto Rigo dove era stato pensato il passaggio dell’elettrodotto. A.FR.Un treno ad alta velocità

La nuova sottostazione elettrica che alimenterà la linea ferroviaria ad alta velocità sarà realizzata a ridosso del centro abitato di Lerino. Il ministero dell’Ambiente ha bocciato la proposta del Comune di Torri di Quartesolo di realizzare l’infrastruttura più a sud, lungo la ferrovia, su un terreno agricolo nei pressi di via Fornaci. Il motivo? Salvaguardare il contesto figurativo delle ville venete, in particolare quello di Villa Chiericati da Porto Rigo che, stando alla proposta elaborata dall’Amministrazione comunale, verrebbe attraversato da un nuovo elettrodotto per alimentare la sottostazione. Pertanto, la nuova sottostazione si dovrebbe realizzare nel luogo previsto dal progetto preliminare redatto da Rfi, ovvero nei pressi di quella attualmente esistente e a ridosso della zona residenziale di via Marco Polo, un piccolo quartiere che il Comune non ritiene in condizioni di sostenere l’impatto di un cantiere del genere e delle opere annesse, considerato la densità della popolazione e la rete viaria inadatta al passaggio dei tir. La bocciatura è contenuta nelle riposte del ministero alle osservazioni al progetto preliminare in sede di valutazione dell’impatto ambientale, pubblicate ad inizio marzo. «L’area proposta dal Comune di Torri di Quartesolo per il posizionamento della sottostazione elettrica – si legge nel documento – comporta la realizzazione di un nuovo elettrodotto all’interno di un’area tutelata. Il Piano di assetto del territorio prevede che la realizzazione di un impianto (sottostazione o elettrodotto) all’interno di un’area riconosciuta dal piano come “contesto figurativo” non risulta compatibile con gli obiettivi di salvaguardia del contesto stesso». A cantare vittoria è Mauro Fabbiani, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle. «Ho comunicato io l’esistenza del vincolo al ministero – afferma Fabbiani -, mi domando perché il Comune non abbia voluto farlo. Se nessuno lo avesse fatto, il vincolo sarebbe sicuramente emerso durante i lavori, creando ben altri problemi. Era necessario fornire al ministero tutti gli elementi per una scelta ponderata, anche quello dell’esistenza del vincolo. Decidere di ignorarlo o chiedere una deroga è una questione politica, ma il ministero doveva essere messo a conoscenza della sua esistenza». Molto critico con Fabbiani e con l’amministrazione è Maurizio Schiavo, consigliere di Torri Città Unita che aveva contribuito a redarre la proposta alternativa, «anche se poi, al momento di presentare le carte, il sindaco ha voluto andare avanti da solo senza il nostro supporto, trovandosi indebolito sul piano politico – afferma Schiavo -. Io non so cosa abbia detto al ministero, ma dubito che si sia fatto valere difendendo la proposta. I risultati lo dimostrano. Per quanto riguarda il vincolo, personalmente ritengo più importante l’interesse di 2mila residenti di Torri. Non sono in gioco solo quelli che risiedono a Lerino, ma anche chi abita sotto all’attuale elettrodotto che, non dimentichiamo, passa sopra a diverse abitazioni e al parco pubblico Baden Powell». «Il nostro “no” categorico alla sottostazione elettrica vicino al centro abitato rimane – afferma il sindaco Ernesto Ferretto -. Tenendo presente il vincolo, va cercata un’altra soluzione, lo faremo insieme al ministero. Vedremo quale potrà essere, se interrare l’elettrodotto oppure derogare al vincolo. Di certo il “no” a Lerino rimane, siamo pronti a fare le barricate. I discorsi però sono ancora aperti, tuto il progetto preliminare richiede della documentazione integrativa e bisogna verificare l’impatto ambientale del nuovo elettrodotto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Frison
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