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18.07.2019

Investita e uccisa sulla via di casa Al conducente inflitti dieci mesi

Il punto in cui avvenne l’incidente nel novembre 2017Liliana Iriza
Il punto in cui avvenne l’incidente nel novembre 2017Liliana Iriza

Accusato di omicidio stradale per avere investito e ucciso Liliana Iriza, 37 anni, cittadina di origine romena, che la sera del 10 novembre 2017, in sella alla sua bicicletta, stava tornando a casa, lungo via Roma a Torri, dopo avere terminato il suo turno di lavoro in un bar della zona, ieri ha patteggiato. L’automobilista Matteo Riello, 36 anni, di Camisano, assistito dall’avvocato Michela Nuvoletto, ha incassato 10 mesi di reclusione davanti al giudice per l’udienza preliminare, Massimo Gerace. La sera del drammatico incidente l’imputato era al volante della sua auto, una Volkswagen bianca; Liliana invece stava pedalando lungo via Roma diretta verso il centro di Torri e proveniente dal parco commerciale Le Piramidi. La donna, mamma di una bambina di sei anni, abitava in via Europa, una piccola strada chiusa, sulla sinistra rispetto alla direzione che stava percorrendo e un centinaio di metri prima dell’incrocio con via Camisana. Dalle ricostruzioni fatte dalla procura, che aveva aperto un’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Giovanni Parolin, la barista avrebbe cominciato ad attraversare la sede stradale senza però dare la precedenza all’auto condotta da Riello che però, a sua volta, andava ben oltre il limite di velocità consentito in quella zona che è fissato in 50 chilometri all’ora (il 36enne pare viaggiasse oltre i 90). Il concorso nelle due condotte scorrette ha quindi provocato il terribile schianto. All’impatto, infatti, Liliana venne sbattuta sul cofano del veicolo, sfondando il parabrezza e venendo sbalzata a una ventina di metri di distanza dal punto della collisione. L'allarme al Suem 118 scattò immediatamente, ma all'arrivo dell'ambulanza il personale medico non poté fare altro se non constatare il decesso della donna: troppo gravi le lesioni riportate nel violento urto con l’auto. Liliana era nata in Romania il 18 novembre del 1979 e i suoi familiari, dopo la sua tragica scomparsa, avevano deciso di celebrare il funerale nella sua città di origine. A Torri di Quartesolo, in via Europa, una piccola strada con una quindicina di abitazione, viveva con la figlia e il compagno. La sera in cui ha trovato la morte stava rientrando in casa dopo avere appena terminato il turno nel locale, vicino alla sua abitazione, dove era assunta come barista. Una distanza di pochi chilometri che Liliana era solita compiere in sella alla sua bici. Forse, con la manovra che aveva deciso di compiere, voleva solo cercare di abbreviare il ritorno dalla sua piccola. Invece la manovra, unita all’alta velocità con cui stava viaggiando l’automobilista, le sono state fatali. Ieri mattina sulla vicenda, almeno dal punto di vista giudiziario, è stata messa la parola fine. Con l’automobilista che ha scelto, col consenso di giudice e pm, la strada del patteggiamento. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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