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08.10.2019

Impianto rifiuti, l’azienda si arrende

La zona di via Longare dove si era ipotizzato di far sorgere l’impianto per trattare rifiuti inerti.   M.M.
La zona di via Longare dove si era ipotizzato di far sorgere l’impianto per trattare rifiuti inerti. M.M.

L’impianto di trattamento rifiuti che doveva sorgere in via Longare non si farà. È questo il capitolo finale di una vicenda che ha alimentato molte polemiche e dibattiti a Torri di Quartesolo anche in campagna elettorale. La svolta è arrivata il mese scorso quando la ditta F.lli Fava snc, con sede a Vicenza, che nell’agosto del 2018 aveva depositato in Provincia la richiesta di realizzazione dell’impianto, ha ritirato l’istanza di Valutazione di impatto ambientale, archiviata poi dagli stessi uffici di Palazzo Nievo, rinunciando formalmente alla costruzione dell'impianto in quella zona. «Siamo soddisfatti perché la Provincia ha tenuto conto del parere dell’Amministrazione comunale - spiega il sindaco Diego Marchioro -. A luglio ho inviato una lettera agli uffici della Provincia di Vicenza, esprimendo la mia assoluta contrarietà alla realizzazione di quell’impianto in quella zona, essendo via Longare una strada già molto trafficata ed essendoci diverse abitazioni». Marchioro non risparmia poi una stoccata alla precedente amministrazione dell’ex sindaco e attuale consigliere di minoranza del gruppo “Torri nel cuore”, Ernesto Ferretto: «I documenti che abbiamo trovato quando ci siamo insediati, fanno pensare che la precedente amministrazione fosse favorevole al progetto». Possono dunque esultare i residenti di via Longare che, tra la fine dell’anno scorso e l’inizio del 2019, hanno raccolto più di 1500 firme contro la realizzazione dell’impianto. «Siamo contrari a quel progetto per l’inquinamento e per un problema legato alla viabilità - commenta Luigi Panato, presidente del comitato -, ma soprattutto perché attorno a quel sito abitano 25 famiglie». Anche Panato critica l’amministrazione Ferretto. «Se alle elezioni vinceva la vecchia amministrazione, l’impianto sarebbe stato fatto. Ferretto è sempre stato vago sull’argomento». Parole simili a quelle di Mauro Fabbiani, consigliere di minoranza del gruppo “Rinnova Torri”: «Sono sempre stato contrario e ho sempre preteso che l’allora sindaco Ferretto si esprimesse in merito, scegliendo se dare o no l’autorizzazione alla trasformazione urbanistica. L’ex sindaco invece non si è mai espresso chiaramente, dicendo che dipendeva tutto dalla Provincia». Ferretto si difende con forza e contrattacca. «Eravamo convinti della necessità di sistemare via Longare e il ponte di via Primo Maggio, grazie al contributo di perequazione - risponde -. Ovviamente, solo se la ditta Fava avesse rispettato le condizioni ambientali della Provincia, come abbiamo sempre detto. Non c’era nessun precedente accordo con la ditta. Le passate amministrazioni del sindaco Marchioro hanno massacrato quella zona, dando l’autorizzazione a costruire una zona industriale gratis, senza nessuna perequazione. Abbiamo fatto fare anche noi i nostri studi ambientali. Panato e Marchioro hanno raccontato bugie, ingigantendo il problema dell’inquinamento e della viabilità». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Marini
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