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07.03.2019

«Ancora io? Mi chiedono di tornare»

Quest’anno Torri di Quartesolo rinnoverà la sua Amministrazione comunale.   ARCHIVIODiego Marchioro.   A.FR.
Quest’anno Torri di Quartesolo rinnoverà la sua Amministrazione comunale. ARCHIVIODiego Marchioro. A.FR.

Per due anni ha lavorato sotto traccia, ma ora Diego Marchioro è uscito allo scoperto e annuncia ufficialmente la candidatura a sindaco di Torri di Quartesolo, Comune che lo ha visto primo cittadino per 10 anni, dal 2004 al 2014, dopo un periodo altrettanto lungo come consigliere comunale e assessore. «Se la gente commenterà “Ancora Marchioro”? Quello che so è che in tanti continuano a fermarmi per strada a chiedermi: “Quando torni?”». Sessant’anni, fino allo scorso anno dipendente della Omba, azienda oggi in liquidazione, Marchioro si propone alla guida del gruppo “Torri Città Unita”, sconfitto cinque anni fa dalla lista “Torri Nel Cuore” dell’attuale sindaco Ernesto Ferretto. La sede del gruppo è stata aperta nei giorni scorsi in via Roma e si affaccia sulla riva sinistra del Tesina, nei pressi del ponte palladiano che è uno dei simboli della città. «Da due anni sono al lavoro, abbiamo messo insieme un gruppo di cinquanta persone che sta lavorando sul programma – spiega Marchioro -. “Torri Città Unita” ha una lunga storia, praticamente ventennale, ci stava che cinque anni fa la gente sentisse il bisogno di un cambiamento. Ma non credo che Torri ne abbia guadagnato». E la prima bordata all’amministrazione Ferretto Marchioro la lancia in riferimento a un tema molto dibattuto a Torri nei giorni scorsi: la sicurezza. «Questa amministrazione ha sciolto una convenzione con altri tre Comuni per il servizio di polizia locale che permetteva agli agenti di fare turni notturni. Oggi qualcuno ne viene fatto, ma è un’eccezione rarissima. Inoltre, capita spesso che le telecamere o sono rotte o la memoria è sovrascritta, per cui non si è ancora capito se funzionano o no. La sicurezza deve essere un gioco di squadra tra amministrazione, forze dell’ordine e cittadini. Per cui, collaborazione a tutto campo con la nuova stazione dei carabinieri, istruzioni ai cittadini su cosa osservare e cosa segnalare e uso capillare della tecnologia». Sulla convenzione con gli altri Comuni, «trovo difficile che si torni indietro, visto che gli altri sindaci hanno deciso di aderire al Consorzio Ne.vi. – afferma Marchioro -. Di certo, però, cercheremo qualche forma di gestione associata». E qui arriva un’altra critica all’amministrazione in carica, che Marchioro definisce «isolata», aggiungendo: «Fare i solisti con una realtà complessa come Torri non porta a risultati, o quantomeno denota assenza di lungimiranza». Negli ultimi cinque anni, per Marchioro, ci sono state un paio di candidature «di servizio, senza velleità» con il Pd, alle regionali nel 2015 e alle politiche del 2018. Dopo un’uscita pubblica in occasione dei lavori in via Roma, nel 2016, Marchioro è tornato ad affacciarsi alla vita politica nell’ultimo anno, su alcune questioni che considera «errori gravi» dell’amministrazione Ferretto: «La vendita del terreno tra via Ponte e via Marconi a Marola per rifare la scuola, la non contrarietà dell’amministrazione all’impianto di trattamento rifiuti che la ditta Fava ha chiesto di realizzare in via Longare e il campo da calcio di Lerino che si poteva realizzare spendendo meno». Di stretto rito renziano fin dagli “esordi” nella politica nazionale dell’ex sindaco di Firenze, Marchioro precisa che la sua «è una fedeltà alle idee, non alla persona di Renzi, che resta un grande personaggio. Non temo che lo scarso consenso di cui oggi gode l’ex segretario avrà riflessi sulla mia candidatura. Chi conosce la mia storia sa che la mia attività amministrativa non si è mai fatta condizionare dall’impegno politico. Il nostro gruppo è al cento per cento civico e raccoglie persone di idee politiche diverse». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Frison
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