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10.02.2020 Tags: Costabissara

«Sanremo con i segni, canto per i sordi»

Nicola Noro, Lis perfomer di 23 anni, durante l’esibizione di Michael Holbrook Penniman Jr., in arte Mika.  V.M.Noro mentre traduce nella lingua dei  segni le canzoni di Ferro.  A.M.
Nicola Noro, Lis perfomer di 23 anni, durante l’esibizione di Michael Holbrook Penniman Jr., in arte Mika. V.M.Noro mentre traduce nella lingua dei segni le canzoni di Ferro. A.M.

Nicola, ha 23 anni, la sua voce è giovane, ma nello stesso tempo delicata. Ha quella delicatezza e quell’umiltà di chi nella vita ha imparato a confrontarsi con un mondo diverso da quello a cui si è stati abituati fin da piccoli, un mondo fatto di tanti silenzi da interpretare e a volte, difficili da capire. Silenzi che gridano il bisogno e la necessità di essere interpretati. Sì, perché Nicola Noro, di Costabissara, laureato all’università Ca’ Foscari in lingua dei segni italiana è un Lis performer e per le sue qualità è stato scelto per il Festival di Sanremo. «Non è solo tradurre le canzoni per le persone sorde, ma rendere un'esperienza artistica multisensoriale – spiega Noro -. Attraverso la teatralizzazione e la danza del corpo rendiamo la musica, il ritmo e la melodia, mentre con le mani traduciamo il testo». Quest’anno Nicola, è stato selezionato per partecipare al grande evento canoro per interpretare in lingua italiana dei segni le canzoni dei big italiani che hanno cantato all’evento. Il suo obiettivo è rendere fruibile la musica «anche alle persone sorde». Si tratta di una novità che è stata introdotta quest’anno per la prima volta nella celebre rassegna televisiva e quindi le persone sorde hanno avuto la possibilità di ascoltare tutte le canzoni a programma ogni sera per cinque ore semplicemente collegandosi sulla piattaforma Rai Play 2, comodamente dal pc di casa, in diretta oppure in replica sempre su Rai Play. A dirigere l'impresa, Laura Santarelli, direttrice dei corsi dell'Accademia europea Scuola interpreti Lis e Lis performer. Il gruppo è stato guidato dalle coreografe Giovanna Rinaldi e Moira Sbriccioli. «La Rai a novembre ha aperto i casting chiamando a raccolta tutti i Lis performer d’Italia - spiega Noro-. Siamo stati selezionati solo in 15 e il 27 gennaio abbiamo iniziato a studiare e a lavorare sulle canzoni fino alla diretta». Gli specialisti in lingua dei segni lavoravano da Roma e trasmettevano a Sanremo dallo studio 4 in via Teulada. «Eravamo in uno studio virtuale con il collegamento da Sanremo quindi tutto quello che succedeva noi lo interpretavamo in diretta - continua -. È stata un’esperienza che mi ha arricchito tanto sia dal punto di vista personale che professionale. Ho conosciuto tante persone specializzate in lingua dei segni. La produzione ci ha dato 20 canzoni a testa da interpretare, ma per lavorare abbiamo formato una vera e propria squadra che è diventata come una famiglia all’interno della quale abbiamo condiviso tanti momenti». Un’importante opportunità per Nicola che non si è certo lasciato sfuggire e che ha saputo cogliere e affrontare con il giusto entusiasmo. «Non capita tutti i giorni di lavorare per una produzione importante come Sanremo - continua -. Inoltre, è stata la prima volta in Italia che le persone sorde hanno potuto avere accesso ad un programma televisivo 5 ore ogni sera e per 5 sere consecutive perché prima di questo c’era solo un telegiornale e niente altro». Nicola racconta la sua esperienza con il sorriso, consapevole di portare a casa un bagaglio ricco di esperienza. «Quando ho appreso di essere stato selezionato per questo lavoro sono stato felice e orgoglioso - conclude - ma devo ammettere che ero anche un po’ spaventato perché stiamo parlando si Sanremo quindi una produzione importante. Inoltre, il progetto ha debuttato in questa edizione e quindi ero molto emozionato. Poi però, grazie ai colleghi, la paura è volata via». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Valentina Magnarello
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