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16.04.2019

Annegò il pitbull
con pietra al collo
Multa di 7000 euro

SANDRIGO. Poco più di un anno fa alcuni operai al lavoro nella cava di via Astico a Sandrigo avevano trovato vicino al laghetto artificiale il corpo affiorato di una giovane femmina di pitbull, in stato di decomposizione.

Il cane aveva il cranio deformato; il collo era stretto da una cinghia legata a un grosso sasso, nel tentativo di ostacolarne la riemersione. Dopo l’impressionante scoperta, la procura ha aperto un fascicolo per il reato di uccisione di animali.

Le indagini, coordinate dal pm Maria Elena Pinna e condotte nei mesi successivi dai carabinieri di Sandrigo, sono state lunghe e accurate: sono stati sentiti i dipendenti e i responsabili della cava; la ricerca del microchip sul corpo del cane – inizialmente negativa – è stata ripetuta con successo grazie a un secondo apparecchio più preciso, che ha portato all’identificazione dell’animale e del proprietario; sono stati monitorati i tabulati telefonici intestati al proprietario, per verificarne gli spostamenti nei giorni precedenti al ritrovamento.

Concluse le indagini, su richiesta del gip Gerace, è stato emesso un decreto penale di condanna nei confronti del proprietario. A.P., residente a Lusiana Conco, è stato condannato a sei mesi di reclusione, sostituiti da una multa di 6.750 euro, con pena sospesa. 

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