Altavilla

Prelievi sospetti in posta: denunciata la badante

Tenta di prelevare 8 mila euro dal conto postale del suo assistito ma viene fermata dalla polizia locale “Terre del Retrone”. È stata l’avidità per il denaro a tradire C.I., 40 anni di origine polacca e residente a Sovizzo, indagata per circonvenzione di incapace ai danni di un cittadino di Altavilla di 64 anni con problemi psichici. 
Tutto è iniziato l’altra mattina quando la badante, regolarmente impiegata da tre anni in casa, si è presentata con il datore di lavoro all’ufficio postale che si trova in via Vivaldi. L’uomo ha affermato di voler prelevare 8 mila euro dal proprio conto. Dal momento che non era la prima volta che accadeva, a quanto pare negli ultimi dodici mesi sarebbero stati numerosi i prelievi di diverse decine di migliaia di euro, e la direttrice e il personale dell’ufficio postale avevano notato che mentre lui entrava, C.I. lo aspettava fuori dalla porta. Non appena lui usciva consegnava a lei il denaro appena prelevato dal suo conto.
Perciò dalle Poste hanno preso tempo e deciso di allertare il Comando della polizia locale, spiegando il fatto e i precedenti. In pratica la donna, già conosciuta alle forze dell’ordine, insisteva affinché il 64enne staccasse un assegno con quella cifra intestandolo a lei. La pattuglia, arrivata nel giro di pochi minuti, ha notato che l’altavillese aveva diversi problemi di natura psicologica, e quindi presentava una fragilità mentale, e che la situazione fosse alquanto rischiosa per l’uomo. Nonostante le numerose e veementi proteste da parte di C.I. che assicurava che fosse tutto a posto e che il datore di lavoro voleva consegnarle del denaro per pagare degli stipendi arretrati, gli agenti del comandante Serena Volante hanno così richiesto l’intervento del medico di base, Maria Pia Stefani. Il medico, con grande disponibilità e attenzione, è immediatamente arrivata all’ufficio postale per verificare ufficialmente le precarie condizioni mentali del paziente. 
Dai primi riscontri è, inoltre, emerso che poche settimane fa l’altavillese aveva venduto la propria abitazione versato successivamente nel conto postale il denaro ricavato dalla cessione dell’appartamento. 
A quel punto è scattato, in concerto con la magistratura, il congelamento temporaneo del conto postale e il sequestro del bancomat. Tutte le pratiche sono state inviate alla Procura della Repubblica di Vicenza che si occuperà del caso anche per capire se, dopo le dovute perizie, le condizioni psicofisiche dell’altavillese siano tali da richiedere la nomina di un amministratore di sostegno che amministri le sue finanze badando al benessere del residente, e provvedere all’allontanamento la badante polacca che non risiede nella stessa casa ma si occupava di fare la spesa, pulire e accompagnarlo nelle diverse visite mediche. 
Proseguiranno anche le indagini per capire esattamente quanti prelievi siano stati eseguiti nell’ultimo anno, a quanto ammontano, per cosa i soldi siano stati utilizzati e, soprattutto, se siano stati consegnati alla donna che, se giudicata colpevole, rischia una pena che va dai 2 ai 6 anni di reclusione. 

 

Antonella Fadda

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