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20.09.2019

Il teatro Roi torna dopo mezzo secolo

Il pubblico in attesa dell’apertura del sipario nel ristrutturato teatro Roi, mercoledì scorso.   A.FR.Il recupero ha interessato l’intero complesso storico.   A.FR.
Il pubblico in attesa dell’apertura del sipario nel ristrutturato teatro Roi, mercoledì scorso. A.FR.Il recupero ha interessato l’intero complesso storico. A.FR.

Torna a battere quello che per molti anni è stato il cuore culturale di Monticello Conte Otto. Domenica, dopo un intervento di restauro iniziato vent’anni fa, verrà inaugurato il rinnovato Teatro Roi di Cavazzale, realizzato per volontà del marchese Roi nel 1929 e oggi di proprietà della parrocchia, che lo acquistò alla fine degli anni ’50. Il taglio del nastro avverrà dopo la messa delle 10.30, cui seguirà un rinfresco in collaborazione con la Pro loco. Ma il “battesimo del fuoco” del teatro rinnovato è avvenuto mercoledì, con la compagnia teatrale “Astichello” che ha presentato la commedia “Amore, polenta e bacalà”, replicata ieri sera. Questa è stata l’occasione per ammirare i lavori effettuati e sperimentare le nuove poltrone, 266 in tutto, frutto della generosità di quanti hanno sostenuto anche economicamente il recupero dell’edificio. «In tanti si sono mobilitati, persone, enti, famiglie, associazioni, aziende – spiega don Giacomo Viali, parroco moderatore dell’Unità pastorale Monticello-Cavazzale-Vigardolo -. Finalmente domenica ci sarà l’inaugurazione, dopo tanti anni di lavoro. Un lavoro impegnativo, iniziato dal mio predecessore don Franco Corradin, ora a Piazzola sul Brenta, del quale io ho semplicemente tirato le fila. Ora inizia un nuovo tipo di lavoro, la gestione del teatro. Non sarà semplice ma già dalla prossima settimana ci metteremo all’opera per individuare la formula migliore». Di certa c’è la destinazione dell’edificio: «Sarà un luogo di teatro, certamente ma anche un vero auditorium per incontri e manifestazioni culturali», afferma don Giacomo. Alla storia del teatro verrà invece dedicato il pomeriggio di domani, dalle 16.30, con una “Retrospezione storica” curata da Antonio Stefani e Galliano Rosset che prevede anche un intervento di Renata Fochesato, l’architetto che ha seguito i lavori assieme al collega Paolo Fasoleto dello studio Aeditecne Srl di Vicenza. «Il teatro ha il sapore della restituzione e di una promessa mantenuta – afferma Renata Fochesato -. La sfida non era solo quella di ricostruirlo, ma di immaginarlo secondo il pensiero di don Franco Corradin, condiviso dai suoi successori, come un nucleo propulsivo di valori umani, con l’obbiettivo di mettere insieme cultura, danza, musica e spettacoli, a servizio di scuole, associazioni e di tutta la cittadinanza». Realizzato in stile Liberty a partire dal 1926 e terminato nel 1929, inizialmente il teatro si chiamava “Dopolavoro Roi” ed era destinato ad offrire ore di svago ai dipendenti dell’omonimo canapificio. Acquistato dalla parrocchia, è rimasto attivo per un ventennio circa, finché non è stato chiuso anche a causa della vetustà. L’imponente intervento di recupero è stato ideato nel 1999 e ha riguardato l’intero complesso che comprende diversi ambienti, tra cui la scuola materna, per un costo di 2 milioni e 760 mila euro, sostenuto da contributi pubblici e dall’impegno della comunità. «Felicissimo di questa inaugurazione» si dice anche il sindaco Damiano Ceron, che aggiunge: «Il teatro è un arricchimento per la comunità che lo aspettava da tantissimi anni». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Frison
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