CHIUDI
CHIUDI

24.07.2019

«Vile chi ha spento la voce del paese»

«Il paese ha perso la sua voce». Qualcuno gli ha tagliato le corde vocali. Dopo il sabotaggio ai cavi elettrici della torre campanaria, Monteviale si ritrova sbigottita. E non si tratta di vandalismo giovanile, bensì di un’azione pianificata nei dettagli, portata a termine da chi evidentemente delle campane non ne sentiva proprio il bisogno. Alla trattoria Baruffato, uno dei locali storici del paese, una locanda di quelle di una volta con i tavoli in legno e dove tutti si chiamano per nome, regna l’incredulità: nessuno riesce a spiegarsi quel gesto estremo. Alessandro, il figlio della titolare, ha le idee chiare a riguardo: «Io sono favorevole al suono delle campane, abito di fianco alla chiesa e non mi ha mai dato fastidio, anzi, potrebbero suonare anche di notte per quanto mi riguarda - spiega -. Non è la prima volta che si sentono delle proteste, qualche tempo fa qualcuno si è lamentato del canto del gallo e del rumore dei trattori: la gente si trasferisce in campagna ma non accetta la vita rurale. Arrivare a questo punto però è inaccettabile: un atto vigliacco e grave». Dello stesso parere Alessia: «Non capisco come le campane possano dare fastidio a tal punto, a me addirittura mettono gioia. Siamo un piccolo paese, dovremmo aiutarci l’un l’altro, se iniziamo a farci questi dispetti non sarà più finita». Anche su facebook i cittadini non perdono occasione di condannare l’accaduto. Dopo la condivisione della notizia nel gruppo “Sei di Monteviale se…”, sono una cinquantina i commenti scritti. Da «è proprio vero che il caldo dà alla testa!» a «non ho parole». Jessica si chiede come si possa preferire l’assordante rumore delle macchine alle note delle campane; Raffaele si domanda chi sarà mai il comunista del paese, perché una situazione del genere non può che essere un anacronismo che nemmeno in don Camillo e Peppone. C’è anche chi allude a possibili indizi, seminati qua e là su facebook. Proprio in quel gruppo infatti, un mese fa, si era scatenata un’accesa discussione sull’argomento. Tutto era nato da un post scritto da un cittadino che si lamentava del suono delle campane alle 7 di mattina. Ed era scoppiato il putiferio: più di cento commenti, con il paese spaccato in due tra chi sosteneva fosse inaccettabile che le campane suonassero così presto, come Andrea, che ha scritto anche di aver telefonato al parroco, anche se inutilmente, e quelli, i molti, che invece difendevano il rintoccare mattutino, ricordando che quello era il suono con il quale erano cresciuti, quello che aveva sempre scandito la loro vita, ed era in un certo senso il suono stesso di Monteviale, una delle poche testimonianze di un mondo che resiste allo scorrere del tempo. E adesso che il vecchio campanile è rimasto in silenzio, ora che il paese ha perso la sua voce, vengono in soccorso le parole del maestro De Marzi, che di paesi e campanili ha scritto per una vita: “Su la costa del Gramolon / sonava 'na campana / come 'na voze che ciama / Din - Don - Dan”. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Francesco Brun
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1