Altavilla

«Mio fratello ora è in me, il suo rene un dono per la mia terza vita»

Daniele Massignan ha ricevuto un rene dal fratello Paolo, morto improvvisamente, dopo il rigetto dell’organo donatogli dalla madre
Daniele Massignan ha ricevuto un rene dal fratello Paolo, morto improvvisamente, dopo il rigetto dell’organo donatogli dalla madre
Daniele Massignan ha ricevuto un rene dal fratello Paolo, morto improvvisamente, dopo il rigetto dell’organo donatogli dalla madre
Daniele Massignan ha ricevuto un rene dal fratello Paolo, morto improvvisamente, dopo il rigetto dell’organo donatogli dalla madre

«Quando iniziai a fare dialisi, dieci anni fa, mio fratello Paolo mi disse subito: “Non ti preoccupare, te lo do io il rene”. E così è stato». Nelle parole di Daniele Massignan, ricoverato nel reparto di nefrologia dell’Ospedale San Bortolo dopo il trapianto di rene ricevuto dal fratello Paolo, contitolare dell’agriturismo “Crichelon” scomparso improvvisamente martedì scorso a causa di un infarto fulminante che non gli ha lasciato scampo a soli 51 anni, c’è tutta la gratitudine per il grande gesto di generosità e il legame profondo che si è concretizzato nel momento in cui per Daniele è iniziata la sua “terza vita”, dopo la malattia e dopo il rigetto della prima donazione avvenuta nel 2002.
«Nel 2001, a soli 39 anni, mi è stata diagnosticata la glomerulonefrite cronica - racconta Daniele Massignan, 59 anni, al telefono dall’ospedale - una malattia di natura infiammatoria che interessa i reni, in particolare i glomeruli renali, compromettendone la capacità filtrante. Nel novembre del 2002 vengo ricoverato al San Bortolo per sottopormi al primo trapianto di rene, grazie alla donazione di mia mamma». È l’inizio della seconda vita, ma c’è un ma. «L’organo dopo dieci anni va in rigetto e nel febbraio del 2012 ritorno in dialisi a causa di un’accelerazione molto rapida della malattia. I medici mi dissero di ritornare in lista di attesa per il prossimo trapianto. Nel frattempo si formano alcune metastasi tumorali in entrambi i reni, con i medici che si vedono costretti ad intervenire per espiantare gli organi».
Nel 2020 Daniele Massignan viene inserito nuovamente nella lista di attesa ed il 23 aprile di quest’anno riceve una chiamata dall’ospedale per iniziare il percorso degli esami per arrivare all’intervento. «Pochi giorni dopo, vengo avvisato dal personale medico che non c’è la possibilità di procedere con il trapianto e ritorno a casa».
Poi, inaspettatamente, è arrivata la tragedia della morte del fratello Paolo, che diventa però linfa di un nuovo inizio per Daniele. «Paolo era un donatore di organi e qualche anno fa aveva pensato di donarmi un rene. Abbiamo iniziato ad istruire le pratiche di donazione parlando con il personale medico e qualche psicologo per valutare bene la situazione. L’unica possibilità di tirarmi fuori dal tunnel della terapia in ospedale era il trapianto. Un sogno che poi è diventata realtà solamente qualche giorno fa, grazie alla generosità di mio fratello Paolo». La morte e la vita che si danno la mano, per una nuova rinascita. «Ho capito che l’amore diffonde amore e la vita per me, adesso, ha un altro significato - racconta Daniele, con un sorriso che dice più delle sue parole - Sono stato costretto a convivere con la dialisi perché i reni non facevano più il loro dovere, ma oggi posso affermare con grande felicità di essere ritornano a rivivere e sorridere di più alla vita grazie a Paolo. Un “triste” miracolo, anche se non è facile pensare di avere un organo di mio fratello dentro di me. L’intervento è riuscito perfettamente, come pure la fase post intervento. Ora mi attenderanno venti giorni di ricovero e appena le forze me lo consentiranno, riprenderò regolarmente a lavorare al “Crichelon”».
Il ricordo di Paolo è arrivato anche dalle parole di mamma Margherita. «Ogni lutto è doloroso, ma perdere un figlio che hai visto nascere e crescere può cambiare alla radice la percezione della realtà. Niente sembra più lo stesso - sospira la madre - ma Paolo voglio continuare a ricordarlo come un figlio solare, che voleva seguire sempre i passi del suo fratello maggiore Gugliemo. Era altruista, buono, accomodante con tutti, altruista e un grande lavoratore. Mi mancherà moltissimo». L’ultimo saluto a Paolo Massignan sarà dato oggi: il funerale è fissato per le 15.30 nella chiesa parrocchiale di Altavilla. Il fratello Daniele non potrà esserci fisicamente. Ma sarà là, più che mai col pensiero, e con quel che di Paolo ora vive in lui.

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Giancarlo Noviello